Perdonanza, passaggio di simboli nel ricordo della donna del corteo

Applauso e parole di affetto per Giovanna Di Matteo, costumista scomparsa ad aprile: resta nel cuore I predecessori consegnano le effigi a Dame e Giovin Signore. Biondi: «La città rafforza la sua identità»
L’AQUILA. «Giovanna nel nostro cuore c’è sempre». Queste parole e un caloroso applauso scandiscono il passaggio di consegne degli emblemi della Perdonanza tra i principali figuranti della passata edizione e di quella, la 727ª, che prenderà il via domani con l’accensione del braciere. È stato dedicato così il primo momento ufficiale della rievocazione storica, celebrato nell’Auditorium del Parco, a Giovanna Di Matteo, studiosa e ricercatrice che ha ridisegnato il corteo e i suoi costumi, scomparsa all’inizio di aprile a causa di una grave malattia.
IL RICORDO. A lei il sindaco Pierluigi Biondi rivolge il pensiero nell’accompagnare l’avvicendamento nei ruoli di Dame, della Bolla e della Croce, e Giovin Signore. «I vestiti, le acconciature e il portamento sono come li avrebbe voluti Giovanna», osserva, «ci ha lasciato un insegnamento importante: raccogliamo il testimone e andiamo avanti». Dal ricordo, commosso e affettuoso, all’attualità dell’evento ormai alle porte il passo è breve. «Quello del passaggio di consegne tra i figuranti principali del corteo storico, che anche quest’anno si svolgerà in forma statica, è un momento significativo», sottolinea Biondi, «testimonia il dinamismo di una tradizione antica e sentita come la Perdonanza, ancorata alla contemporaneità che, per il secondo anno consecutivo, ci costringe a fare i conti con un evento senza precedenti come la pandemia». L’emergenza costringerà la rievocazione all’anomalia del corteo statico, ma la celebrazione del primo Giubileo della storia non si ferma.
IL PASSAGGIO. Così la Dama della Bolla del 2020, Desiree Biccirè, consegna l’astuccio in cui per secoli è stata custodita la Bolla del Perdono di Papa Celestino V, a Marianna Capulli, designata per l’edizione di quest’anno, che lo porterà lungo il cammino verso la basilica di Collemaggio nel pomeriggio di sabato prossimo. Il rituale si è ripetuto per il Giovin Signore, con Massimiliano Fornella che ha passato a Federico Santilli il ramo d’ulivo con cui quale il cardinale Enrico Feroci, nella stessa sera di sabato prossimo, busserà per tre volte alla Porta Santa della basilica di Collemaggio per ordinarne l’apertura e dare il via all’indulgenza. Passaggio di consegne anche per le Dame della Croce. In questo caso, però, il gesto è limitato al cuscino su cui sarà adagiata la Croce del Perdono che Angela Marrone depone nelle mani di Martina Ciccone. Il gioiello da portare in corteo sarà presentato dalla sua autrice, l’artista aquilana Laura Caliendo, che lo crea da 22 anni a questa parte, con iniziativa prevista per venerdì 27 agosto, alle 18, nella basilica Collemaggio.
IL VALORE DEL GESTO. «A Marianna, Federico e Martina la Città di Celestino affida il suo messaggio di pace, fratellanza e riconciliazione. A Desiree, Massimiliano e Angela la gratitudine della municipalità per essere stati fedeli interpreti dei valori della Bolla», è il saluto del sindaco, «la scelta di Marianna, Federico e Martina testimonia di come la nostra comunità abbia saputo reagire di fronte alle enormi difficoltà legate alla diffusione del coronavirus, salvaguardando elementi imprescindibili per la rinascita di questa terra come la formazione dei giovani, lo studio e la cultura. Anche di fronte a cambiamenti epocali come quello generato dalla crisi pandemica L’Aquila è riuscita a rafforzare la sua identità scegliendo, tanto quest’anno quanto nel 2020 di non rinunciare a celebrare il primo giubileo della storia in maniera inclusiva e universale».
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