«Perdonanza, vero simbolo di spiritualità»

10 Marzo 2018

Candidatura a patrimonio dell’umanità, la soprintendente Vittorini appoggia la proposta aquilana

L’AQUILA. Una lunga lettera per sostenere la Perdonanza nella candidatura per il 2019 a Patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco. È quella inviata nei giorni scorsi dalla Soprintendente per L'Aquila e cratere, Alessandra Vittorini. A fine gennaio, infatti, il consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco, presieduto da Franco Bernabè, ha sciolto i dubbi sulle candidature italiane alla lista del Patrimonio mondiale per il 2019. Tra i candidati, c’è appunto la Perdonanza, che dovrà vedersela però con altre prestigiose proposte: “Ecosistemi forestali della Sila”, le “Alpi del Mediterraneo“, quest’ultima come candidatura transnazionale insieme a Francia e Principato di Monaco e il sito Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia Romagna. «La Perdonanza», si legge nella lettera, «rappresenta per la comunità locale il coronamento di una tradizione che da più di 700 anni caratterizza in modo significativo L'Aquila, con rilevanza anche nazionale. A partire dai valori di fratellanza e spiritualità insiti nel messaggio di papa Celestino V e tuttora presenti nei luoghi rappresentativi della sua storia e della costante devozione popolare che lo ha accompagnato nei secoli. Con il terremoto del 2009 la cittadinanza si è stretta intorno alla sua tradizione più forte, continuandone la celebrazione, seppur tra le mille difficoltà dell’emergenza e i gravi danni subiti dalla basilica. E’ nella memoria la drammatica immagine del 2009, con la teca di Celestino appoggiata su un moncone di poco più di un metro di altezza, tutto ciò che restava dell’enorme pilastro polilobato che sorreggeva il transetto, devastato dal crollo». Nella missiva si ricorda anche come la Soprintendenza abbia “sempre seguito e sostenuto la Festa della Perdonanza Celestiniana” e come negli ultimi anni abbia avuto «un ruolo significativo anche nella rinascita del suo luogo simbolo, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, coordinando il progetto di restauro e la direzione dei lavori di quello che è ad oggi uno tra gli interventi più complessi della ricostruzione dei monumenti cittadini. La celebrazione della Perdonanza è stata tenuta sempre al centro di questo percorso di rinascita, rispondendo ad una precisa richiesta della diocesi, che intendeva assicurare alla città la continuità della celebrazione del “Perdono”, anche durante i lavori». Poi l’appello finale: «La Perdonanza e la basilica di Collemaggio rappresentano la fusione tra uno straordinario valore simbolico immateriale consolidato nei secoli e lo straordinario valore simbolico custodito dagli elementi fisici e materiali - i luoghi, le architetture, gli spazi, le espressioni artistiche- che nei secoli hanno costruito un unicum capace di rendere vivo il senso identitario di una comunità».
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