Perilli (Prc): «Serve unità, chiedo passo indietro a Trifuoggi e Cimoroni»
«La triade è viva, e lotta insieme a loro, cioè alla destra». Chico boccia Chicco. Pensieri e parole di Enrico Perilli, capogruppo di Rifondazione in consiglio comunale e tra i più contrariati per l’e...
«La triade è viva, e lotta insieme a loro, cioè alla destra». Chico boccia Chicco. Pensieri e parole di Enrico Perilli, capogruppo di Rifondazione in consiglio comunale e tra i più contrariati per l’esito dell’urna. «Primarie così aperte, senza regole, si espongono a degenerazioni. È accaduto che un pezzo di città, dalla Dc più reazionaria fino alla destra, in questi anni ha vissuto il governo del centrosinistra come il governo dei comunisti e ha sofferto per questo. Per loro eravamo tutti comunisti. Non avendo un candidato forte a destra che potesse rompere l’egemonia, hanno puntato tutto su Di Benedetto che è oggettivamente estraneo alla cultura della sinistra. E ha prevalso questo sentimento di rivalsa della parte più reazionaria della città. Questo», prosegue Perilli, «fa sì che si sia chiusa per sempre una fase, quella del centrosinistra, dell’Ulivo e della sinistra al governo della città. L’eccezione aquilana è finita. Adesso c’è qualcosa molto più in linea con le dinamiche nazionali, il partito della nazione. Per questa ragione, noi di Rifondazione facciamo appello a tutte le forze di sinistra, da Trifuoggi ad Appello per L’Aquila e altri pezzi del centrosinistra a metterci attorno a un tavolo per un blocco di sinistra, di governo, ma che non può più essere rappresentata da quello che si coagula attorno a Di Benedetto. Trifuoggi e Cimoroni devono ritirare le candidature, per deciderne insieme una che rappresenti tutto questo blocco che, per me, va rappresentato. Da Di Cesare a Trifuoggi, Masciocco, D’Innocenzo, Ranieri, Benedetti. Rifondazione farà la sua lista, ma non starà nel centrosinistra. È finita anche l’esperienza al Comune con la giunta. Noi siamo fuori». (e.n.)

