Perizia sulla tragedia a Collepietro

5 Luglio 2017

Un esperto verificherà se l’incidente mortale è da attribuire alla mancata segnalazione di una curva

L’AQUILA. Curva pericolosissima non protetta da guard rail e non segnalata. Il pm Fabio Picuti ha ipotizzato responsabilità, ancora tutte da dimostrare, in capo al Comune di Collepietro nel decesso di Willy Patrizi, avvenuto il 2 gennaio 2017 in seguito alla fuoriuscita di strada lungo via La Fonte, nel territorio comunale collepietrano. Sono stati iscritti nel registro degli indagati il sindaco e due funzionari e ieri è stata affidata una perizia cinematica per ricostruire la dinamica dell'incidente e appurare eventuali profili di colpa. Il perito cui è stato affidato l’incarico è Francesco Massimi. Più in particolare nel registro degli indagati ci sono il sindaco di Collepietro, Massimo Tomassetti, Maria Rosaria Greco, in quanto responsabile dell'Ufficio tecnico, e Plinio Aloisio, in qualità di responsabile dell'ufficio di Polizia municipale. A loro si imputa di aver omesso di apporre «barriere stradali di sicurezza, in corrispondenza della curva». Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Massimo Costantini, Roberto Madama, Maria Teresa Di Rocco, Umberto Di Pillo. A ottobre si saprà il responso del perito.
Patrizi, che aveva solo 32 anni e risiedeva a Collepietro, alle 10.40 del mattino stava percorrendo con una Matiz, con a bordo anche una compaesana, via La Fonte verso l’uscita dal centro abitato del piccolo paese abruzzese. All’improvviso l’automobilista, all’altezza del bivio con la strada provinciale 42 e in corrispondenza di una secca curva a sinistra, in un tratto in discesa con pendenza, ha perso il controllo dell’auto, per cause in fase di accertamento e complice forse per il ghiaccio presente sulla carreggiata, come avrebbe riferito la sopravvissuta.
CONDANNA. Tre anni di reclusione sono stati inflitti a Marius Manghiust accusato di un furto.
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