Permessi gazebo, intesa raggiunta Importi rateizzati per i morosi

Gli esercenti potranno avere il permesso per l’occupazione del suolo pubblico sanando il debito Il piano di rientro sarà concordato sulla scorta dell’entità della somma dovuta per i vecchi canoni
SULMONA. I commercianti che non sono in regola potranno pagare a rate. È quanto deciso al tavolo tecnico, che si è svolto ieri mattina in Comune, sulla concessione dei permessi per l’occupazione del suolo pubblico. All’incontro hanno partecipato amministratori e dirigenti comunali, una delegazione di commercianti e la Soget, la società che si occupa della riscossione della Tosap. Per salvare la stagione all’aria aperta e per incentivare e valorizzare al massimo il centro storico, il Comune ha deciso di venire incontro ai commercianti che sono finiti nella lista dei morosi e che, per questo, si sono visti bocciare le richieste. «Il piano di rateizzazione, da concordare nel dettaglio, sarà valutato in base all’entità della somma da recuperare. Abbiamo comunque deciso di ridurre la sanzione amministrativa per coloro che avevano già fatto domanda nel 2023», spiega l’assessore Andrea Ramunno, ricordando che i 28 titolari di esercizi commerciali, che hanno incassato il no dagli uffici comunali, potranno mettere tavoli e dehors all’aperto nel corso dell’estate, onorando il debito. Il no infatti era subordinato al pagamento del canone. Al momento solo in sei sono stati autorizzati dal Comune ad occupare gli spazi. Gli altri dovranno aspettare o comunque saldare il dovuto. La polizia locale, che aveva eseguito gli accertamenti sulla lista fornita dalla Soget, aveva elevato circa 40 sanzioni da 100 euro l’una. Le multe sono state riesaminate perché, tra i sanzionati, c’erano anche i commercianti che avevano versato quanto dovuto ma ciò non risultava per un problema di comunicazione. I commercianti, al riguardo, avevano avviato una raccolta firme chiedendo tempi più snelli al Comune per l’esame delle pratiche e il rilascio dei permessi, tenendo conto anche delle spese da sostenere per la presentazione delle domande. Inoltre, sempre gli esercenti, avevano chiesto di rivedere le sanzioni, vista la confusione normativa generata durante la pandemia. (a.d.a.)
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