Perquisizioni in carcere: spuntano altri 4 cellulari

29 Febbraio 2024

Nell’operazione impegnati 150 agenti penitenziari arrivati anche da fuori regione L’intervento scattato dopo il ritrovamento di un borsone con telefoni e hascisc

SULMONA. Quattro telefoni cellulari per comunicare con l’esterno e materiali utili per effettuare tatuaggi. È questo l'esito della maxi perquisizione che è stata eseguita nella giornata di ieri, all'interno del carcere di massima sicurezza di Sulmona, dove cresce l’allarme per l’ingresso e l’uso dei dispositivi dietro le sbarre. Dalle prime luci dell’alba sono stati impegnati 150 poliziotti penitenziari, provenienti anche dagli istituti di Lazio, Abruzzo e Molise, per passare al setaccio ogni angolo dell’ambiente carcerario. Cinque ore di controlli a tappeto, dalle 5 fino alle 10 del mattino, che hanno portato a rinvenire e sequestrare altri quattro telefoni cellulari, scoperti nelle celle di altrettanti detenuti. Gli operatori di polizia penitenziaria, coordinati dal comandante del carcere, Miriam Di Desidero, hanno informato immediatamente la Procura della Repubblica di Sulmona che ha aperto un altro fascicolo d’inchiesta. I detenuti trovati in possesso dei telefoni cellulari saranno denunciati per l’accesso indebito dei dispositivi. La perquisizione ha permesso, inoltre, di sequestrare attrezzature per effettuare tatuaggi, cosa vietata dal regolamento. La maxi-operazione scaturisce dalle ultime infrazioni rilevate nella struttura carceraria. Lo scorso 13 febbraio, nei pressi del campo sportivo della struttura carceraria, gli agenti penitenziari aveva trovato un sacco con otto telefoni e duecento grammi di hascisc. Merce che era stata recapitata a destinazione tramite un drone. Nel 2023 un agente penitenziario era stato arrestato con l’accusa di aver introdotto tre micro-cellulari, destinati ai detenuti. Nel 2022 inoltre furono sequestrati venti dispositivi, tra cellulari e micro-cellulari dopo che tre detenuti erano stati colti sul fatto. Gli stessi, reagendo alla perquisizione, avevano picchiato e mandato in ospedale cinque agenti penitenziari. Il fenomeno preoccupa, e non poco, soprattutto alla luce della grave e annosa carenza di personale tra gli agenti, come recentemente rimarcato dalle organizzazioni sindacali. Su una pianta organica di 227 agenti, circa 60 si trovano in malattia e altri 33 sono stati distaccati in altri reparti. (a.d.a)
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