Perseguita i suoi vicini di casa: stalker va agli arresti domiciliari

19 Ottobre 2021

Longo, 55 anni, ha violato il divieto di avvicinarsi al condominio dove vive la famiglia molestata A individuarlo sono stati gli agenti della polizia che hanno poi sollecitato la misura cautelare

AVEZZANO. Era finito nei guai dopo diverse denunce per stalking presentate dai vicini e il giudice gli aveva imposto il divieto di aggirarsi nei pressi del condominio. Ora è stato arrestato per aver violato tale disposizione. Infatti, noncurante del divieto di avvicinamento disposto nei mesi scorsi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, ora è finito ai domiciliari su richiesta della procura della Repubblica. Si tratta di Massimiliano Longo, avezzanese di 55 anni, che è stato sorpreso in flagranza di reato da una volante del commissariato di Avezzano. La pattuglia stava facendo dei controlli sul territorio quando gli agenti hanno visto e riconosciuto l’indagato aggirarsi proprio vicino all’abitazione dell’uomo con il quale aveva avuto forti contrasti e dissidi per questioni di vicinato. Fatti per i quali l’uomo e la sua famiglia avevano presentato varie denunce. I successivi accertamenti avevano portato all’emissione nei confronti del 55enne del divieto di avvicinamento. In particolare, l’accusato aveva l’obbligo di rispettare una distanza minima di almeno cinquecento metri dalla parte offesa o dai luoghi da lui frequentati.
Le accuse parlano di danneggiamenti all’auto, colla alle porte e furti nei confronti del vicino di casa che, esasperato della situazione, era stato costretto a rivolgersi alle forze dell’ordine e a presentare diverse denunce. Nei giorni a seguire, nonostante il divieto imposto, la polizia di Avezzano aveva accertato che il 55enne non rispettava l’imposizione e avevano perciò chiesto all’autorità giudiziaria un provvedimento restrittivo più incisivo come una misura cautelare. Così il gip, condividendo l’analisi fatta dagli investigatori e dopo gli adempimenti di rito, ha disposto per l’accusato agli arresti domiciliari in un’abitazione diversa da quella nel condominio dove avvenivano i presunti atti persecutori. L’indagato è difeso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta. (p.g.)
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