Perseguita la ex e il padre di lei: scatta il divieto di avvicinamento 

Il 54enne protagonista di telefonate e messaggi minacciosi a ogni ora del giorno e della notte Le due vittime sono state costrette a rivolgersi alla polizia. Nei tabulati la conferma a tutte le accuse

AVEZZANO. Telefonate e messaggi minacciosi a qualunque ora del giorno e della notte verso il cellulare dell’ex compagna e del padre di quest’ultima ritenuto responsabile della fine di una relazione amorosa cui un 54enne di Avezzano non si era rassegnato. Così ieri mattina gli agenti dell’Anticrimine del commissariato di Avezzano gli hanno notificato il divieto di avvicinamento sia nei confronti della donna che di suo padre.
L’uomo è indagato con l’accusa di atti persecutori. L’esecuzione della misura cautelare arriva proprio alla vigilia della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999, che ha scelto il 25 novembre come data della ricorrenza nella quale si invita ad organizzare e promuovere attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza contro le donne. L’attività d’indagine ha avuto origine dalle denunce presentate dalle due vittime, oramai esasperate dalla condotta molesta e vessatoria del 54enne.
Come accertato dagli inquirenti l’indagato, attraverso i suoi comportamenti, avrebbe procurato all’ex compagna e al padre un forte, perdurante stato di ansia e il fondato timore per la loro incolumità, costringendo entrambi a modificare lo stile e le abitudini di vita.
Chiamate e messaggi contenenti minacce e ingiurie, a qualsiasi ora del giorno e della notte, con tanto di richiesta di un ultimo incontro alla ex compagna. Il padre della donna, invece, è finito nel mirino dell’indagato in quanto ritenuto responsabile della fine della relazione tra i due. Comportamenti insistenti e non più tollerabili che hanno spinto padre e figlia a rivolgersi alla polizia.
L’attività investigativa ha permesso di delineare un consistente quadro probatorio e di raccogliere gravi indizi a carico del destinatario della misura cautelare. Il racconto delle parti offese, infatti, ha trovato pieno riscontro nei tabulati telefonici acquisiti, negli screenshot dei messaggi e nel certificato medico attestante lo stato di ansia e stress emotivo causato alla donna e a suo padre.
La dettagliata relazione, finita in Procura, ha così permesso al pubblico ministero di procedere con le accuse nei confronti del 54enne di atti persecutori e di richiedere il divieto di avvicinamento nei confronti di entrambe le vittime.
L’ordinanza di misura cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Avezzano. Il provvedimento, restrittivo della libertà personale, impone al destinatario l’obbligo di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese, di non comunicare, con qualsiasi mezzo, con le vittime, i loro parenti o conoscenti e di tenere, in ogni caso, una distanza adeguata che scongiuri qualsiasi rischio di incontro o contatto.
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