Persichetti: apprezza tortelli e fettuccine
La conoscenza di Bruno Vespa risale ai tempi del liceo Classico Cotugno, non nella stessa classe, essendo lui più “anziano” di me di tre anni. Dopo un po’ di tempo ci siamo ritrovati, io come...
La conoscenza di Bruno Vespa risale ai tempi del liceo Classico Cotugno, non nella stessa classe, essendo lui più “anziano” di me di tre anni. Dopo un po’ di tempo ci siamo ritrovati, io come pediatra dei suoi figli quando tornava all’Aquila, e lui già affermato giornalista.
Nel 1978, come documentato dalla foto, abbiamo trascorso una vacanza insieme in Sardegna, con un piccolo particolare: lui si immergeva nella lettura di un pacco enorme di quotidiani trascurando anche la bellezza dei posti. Nel frattempo, ha partecipato qualche volta alla festa di Santo Stefano in casa mia, apprezzando molto le delizie culinarie di mia suocera Margherita (tortellini, fettuccine) e accontentandosi anche di posti di fortuna data la presenza di molte persone.
Dopo la tragedia del terremoto ho partecipato a “Porta a Porta” invitato da lui per smentire la notizia della morte di bambini all’interno dei reparti di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale dell’Aquila. Ero di turno, quella notte, e ci tenevo molto ad affermare che, con il grande impegno delle infermiere, eravamo riusciti a salvare tutti i piccoli degenti. Prima di andare in diretta, chiesi ai collaboratori di poter dare del tu a Bruno: mi risposero, con aria stupefatta, «Faccia lei, dottore», a ulteriore dimostrazione del rispetto, stima e carisma che si è conquistato con la sua grande professionalità.
Berardino Persichetti
(pediatra in pensione)

