Pescina, il territorio si muove a difesa dell’ospedale Rinaldi

PESCINA. Tutti in difesa dell’ospedale “Serafino Rinaldi” di Pescina. Dopo l’appello della scorsa settimana di don Giovanni Venti, parroco di Santa Maria delle Grazie di Pescina, don Michele...
PESCINA. Tutti in difesa dell’ospedale “Serafino Rinaldi” di Pescina. Dopo l’appello della scorsa settimana di don Giovanni Venti, parroco di Santa Maria delle Grazie di Pescina, don Michele Saltarelli, parroco di San Giuseppe di Pescina e don Tonino Spanalatte, amministratore parrocchiale di Santa Maria del Carmine nella frazione di Venere, a favore della struttura ospedaliera della cittadina che non deve essere ulteriormente affossata ma valorizzata, interviene anche Edmondo Parisse, un tempo rappresentante del Tribunale per la difesa del malato. «La voce quasi spirituale dei parroci», ha precisato Parisse, «si contrappone all’insensibilità dei politici e all’indifferenza dei vari manager che sono riusciti a oscurare una struttura come quella dell’ospedale pescinese che per un secolo ha servito e aiutato non solo Pescina, ma tutta la Marsica orientale, tutelando anche l’economia del posto ora in crisi. E ora forse non dispiacerebbe un’unione dei Comuni della Marsica orientale con la creazione della grande area». Parisse ha ricordato che «verso la fine degli anni Settanta si stava attuando in Italia la riforma sanitaria, tuttora in vigore, e a Pescina in quel periodo partì l’iniziativa di un gruppo di persone con la proposta di istituire una sede Usl, allora possibile, avendo un ottimo ospedale e un circondario di oltre 25 mila abitanti. La Regione Abruzzo presentò un disegno di legge approvato dalla giunta, Pescina poteva contare su un territorio di oltre 26mila abitanti, ma poi iniziò la fase discendente. Pescina ora è presidio territoriale con ambulatori specialistici, laboratorio analisi e radiologia ridimensionati, pronto soccorso divenuto punto di primo intervento e hospice per pazienti sensibili. Il Rinaldi è provvisto di un’ottima sala operatoria molto efficiente ma non utilizzata. E allora da Avezzano, chi di dovere, perché non trasferisce in pianta stabile il Day surgery a Pescina visto che a causa dell’enorme affluenza l’ospedale di Avezzano non riesce ad offrire un adeguato servizio agli utenti?». Parisse ha concluso lanciando «la riproposizione di un comitato cittadino da affiancare a quello di Tagliacozzo per meglio tutelare le due strutture». (e.b.)
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