Peste suina, stop alle escursioni nella zona di Cagnano Amiterno

CAGNANO AMITERNO. È emergenza peste suina africana anche nell’Aquilano. Il ministero della Salute, a seguito del ritrovamento a Borgo Velino (fino al 1927 in provincia dell’Aquila, oggi nel Reatino)...
CAGNANO AMITERNO. È emergenza peste suina africana anche nell’Aquilano.
Il ministero della Salute, a seguito del ritrovamento a Borgo Velino (fino al 1927 in provincia dell’Aquila, oggi nel Reatino) di una carcassa di cinghiale sulla quale è stata riscontrata l’infezione, ha delimitato la zona “infetta”, inserendo anche la zona di Cagnano Amiterno.
Si tratta dell’unico Comune abruzzese a far parte dell’area a rischio peste suina, insieme a numerose altre zone ora situate nel Lazio: Borgo Velino, Castel Sant’Angelo, Micigliano, Posta, Borbona, Cittaducale, Antrodoco, Petrella Salto e Fiamignano.
La Peste suina africana (Psa) è una malattia virale che colpisce suini e cinghiali. Altamente contagiosa e spesso letale per gli animali, non è, invece, trasmissibile agli esseri umani.
niente pic-nic
Intanto, per far fronte all’emergenza, il sindaco di Cagnano, Iside Di Martino, ha emanato un provvedimento-avviso per “contenere e contrastare la diffusione della peste suina”. Con il documento si pone uno stop alle arrostate, ai pic-nic e a tutti gli eventi che possano creare assembramenti nelle aree agricole e rurali che vanno da Cinno alla Valle dei Ladri, sino a Cascina, nel territorio di Cagnano Amiterno.
ALTRI DIVIETI
Il provvedimento, inoltre, raccomanda di non alimentare e avvicinare i cinghiali; non lasciare residui di cibo e di raccogliere correttamente i rifiuti urbani in base al calendario comunale; di adottare ogni precauzione per evitare il diffondere la malattia all’interno delle aziende di allevamento; recintare l’area dei locali; contattare, in caso di mortalità di un solo animale, l’Asl,; disinfettare le scarpe all’uscita delle aree agricole e naturali.
squadre al lavoro
Il Comune ha già organizzato ricerche di eventuali carcasse di cinghiali nel territorio, con squadre coordinate dalla polizia provinciale che hanno già perlustrato per due volte la zona insieme anche al servizio veterinario Asl e ai Carabinieri forestali. Per il momento non sono state rinvenute carcasse “infette”. L’amministrazione, in ogni caso, raccomanda «massima prudenza».

