Petrocchi: fa male la parola pronunciata per gelosia e invidia

30 Agosto 2015

L’omelia dell’arcivescovo alla chiusura della Porta santa «I sentimenti magmatici e violenti vanno tenuti a bada»

Ecco ampi stralci dell’omelia pronunciata ieri dall’arcivescovo, monsignor Giuseppe Petrocchi durante la messa della Perdonanza.

La Perdonanza, che abbiamo celebrato, costituisce un evento ecclesiale mirato ad introdurci all’ormai prossimo Giubileo della Misericordia, che verrà solennemente aperto l’8 dicembre.

Se dovessi esprimere in una immagine il mio pensiero, disegnerei un ponte maestoso, i cui pilastri portanti sono Celestino V e Papa Francesco - entrambi apostoli della Misericordia - collegati da una grande arcata "spirituale" (sviluppata negli oltre sette secoli che li congiungono). Su questa solida struttura pastorale traccerei la "Strada del Perdono" (ricevuto, vissuto e donato), che, partendo dalla Porta Santa della Basilica di Collemaggio, arriva alla Porta Santa della Basilica di San Pietro.

(...) Riconciliazione evangelica fa rima con guarigione interiore dell’uomo, che, in Gesù crocifisso e risorto, è chiamato a diventare una “creatura nuova” Questo risanamento dell’anima ripristina, secondo il modello evangelico, anche le relazioni interpersonali, rendendole autentiche vie di comunicazione.

(...) Negli anni in cui ho accompagnato coppie di sposi in difficoltà, consigliavo sempre al marito di sgombrare il campo da diffidenze o da rancori, prima di mettersi a parlare con la moglie di argomenti "spinosi". Gli suggerivo: "dille - a parole e con i fatti - che le vuoi bene: non come strategia di "politica coniugale", ma come un attestato di amore che scaturisce dal cuore. Infatti - ribadivo - le donne hanno “sensori” affettivi più sensibili rispetto a quelli maschili: perciò tua moglie si accorgerebbe se tu bari, e questa “stonatura comportamentale” comprometterebbe il buon esito del confronto. Neanche l'insistere sulla tua tesi, con ferree argomentazioni, servirebbe a sciogliere i nodi: anzi, rischierebbe di moltiplicare l'irritazione e le reazioni di rigetto”.

Infatti, senza il carburante dell'amore, il motore della buona relazione non funziona! E se si ferma quello, si blocca tutto il resto. Il Vangelo vissuto ripara questo genere di guasti e rende raggiungibili risultati che altrimenti sarebbe impossibile sperare!

(...) I sentimenti magmatici e violenti vanno tenuti a bada. Ma questo è un risultato che si può acquisire solo con l'aiuto di Dio, che ci viene largamente elargito attraverso il ministero della Chiesa.

(...) Per “depurare” l’ambiente, individuale e comunitario, da “inquinamenti” di tipo conflittivo , occorre abbassare il tasso di aggressività e il livello di abrasione che circola nei rapporti interpersonali e sociali. Per questo va subito neutralizzato il virus contagioso e tendenzialmente epidemico del giudizio cattivo e svalutante. Scrive papa Francesco nella Misericordiae Vultus: “gli uomini con il loro giudizio si fermano alla superficie, mentre il Padre guarda nell’intimo. Quanto male fanno le parole quando sono mosse da sentimenti di gelosia e invidia! Parlare male del fratello in sua assenza equivale a porlo in cattiva luce, a compromettere la sua reputazione e lasciarlo in balia della chiacchiera. Non giudicare e non condannare significa, in positivo, saper cogliere ciò che di buono c’è in ogni persona e non permettere che abbia a soffrire per il nostro giudizio parziale e la nostra presunzione di sapere tutto” (Misericordie vulnus, n. 14)

La Perdonanza rappresenta una grazia straordinaria, donata alla Comunità ecclesiale e civile dell’Aquila: un invito, rivolto a tutti e a ciascuno, a lasciarsi raggiungere dalla misericordia di Dio, in Cristo Gesù, il crocifisso e risorto. Celebrarla significa crescere nella capacità di farsi perdonare, per perdonarsi e perdonare, diventando così testimoni efficaci di comunione.

Non si può avanzare in questa dimensione evangelica, senza affrontare l’opposizione di quelle "forze oscure", segnate dal peccato, che si agitano dentro e fuori di noi. Ma il testo del profeta Geremia ci assicura che, in questo scontro, a prevalere è l’amore che sa perdonare: “ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti” (Ger 1, 19). Forti di questa promessa affrontiamo l’unica battaglia che vale la pena di combattere: quella contro l’egoismo, la menzogna, la sopraffazione e ogni forma di illegalità. Maria, Madre della Perdonanza, ci accompagni nella "santa avventura" di vivere ogni giorno e con tutti "relazioni fraterne", aff. inché, nella fedeltà ai valori cristiani e umani, possiamo diventare abili e tenaci costruttori di unità, di giustizia e di pace. Amen! ».

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