Petrocchi invita Mattarella all’Aquila

12 Luglio 2018

L’AQUILA. «È stato un incontro molto cordiale e familiare in cui si sono potuti toccare vari temi nel segno di una volontà collaudata di ricerca del bene comune, ancora una volta ho trovato nel...

L’AQUILA. «È stato un incontro molto cordiale e familiare in cui si sono potuti toccare vari temi nel segno di una volontà collaudata di ricerca del bene comune, ancora una volta ho trovato nel presidente una persona saggia coraggiosa, testimone dei valori più alti della nostra nazione e della nostra cultura».
Così il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, dopo la partecipazione alla tradizionale colazione in onore dei nuovi cardinali italiani nominati dal Papa nel concistoro del 28 giugno scorso, offerta al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Oltre a Petrocchi hanno partecipato i cardinali Angelo De Donatis, Angelo Becciu, Pietro Parolin, segretario di Stato, il nunzio in Italia Emil Paul Tscherrig e Pietro Sebastiani, ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede. La questione dei migranti è stato uno dei temi affrontati. Petrocchi, che non è entrato nei temi del colloquio, ha detto di essere grato a Mattarella per «quello che fa e per quello che è, come punto di riferimento di tutti. È stata una conversazione che non aveva come scopo quello di toccare argomenti di forte attualità, è stata una situazione in cui si sono ulteriormente rafforzati i vincoli di amicizia e vicinanza, noi ne abbiamo approfittato per comunicare al presidente la stima della comunità ecclesiale e sociale dell’Aquila sperando di vedere su distanze non lunghe una sua visita. Ho sentito di rappresentare la voce di tutti gli aquilani, sia quelli che appartengono alla comunità religiosa sia i cittadini che a pieno titolo sono della nostra terra». Sul suo ruolo in Vaticano, Petrocchi ha spiegato che «sarà il Papa, se lo riterrà e come vorrà, a dire ciò che devo fare. Fino a quando non ci saranno ulteriori decisioni, rimarrò all’Aquila».