Petrocchi, l’addio non è scontato: «Sarà Papa Francesco a decidere»

In agosto il cardinale si dimetterà da arcivescovo dell’Aquila per il raggiungimento del limite di età Il pontefice potrà prorogargli il mandato o accettare il ritiro. L’ausiliare D’Angelo il probabile erede
L’AQUILA. «Eminenza, entro l’anno potrebbe esserci un nuovo arcivescovo dell’Aquila?». «La decisione la prenderà il Papa, affidiamoci a lui», ha risposto il cardinale Giuseppe Petrocchi ai giornalisti nel corso dell’annuale incontro con la stampa. Ma perché si parla di una eventuale successione all’attuale arcivescovo metropolita dell’Aquila? Il cardinale Petrocchi ad agosto, una decina di giorni prima della Perdonanza 2023, compirà 75 anni, una età che obbliga vescovi e arcivescovi a presentare al Papa le dimissioni dall’incarico. Il pontefice può accettarle – e quindi nominare un nuovo arcivescovo – o prorogare l’incarico di uno o più anni. Nel caso aquilano una proroga è probabile, anche se per quanto riguarda un’eventuale successione non c'è molta incertezza. A Petrocchi dovrebbe infatti subentrare l’attuale vescovo ausiliare, monsignor Antonio D’Angelo. D’Angelo ieri mattina era a fianco a Petrocchi durante l’incontro con i giornalisti e sul fatto che fra i due ci sia piena sintonia non ci sono dubbi, anche perché lo ha detto lo stesso cardinale quando ha passato la parola all’ausiliare. È bastato poi vedere gli occhi di Petrocchi che guardavano D’Angelo mentre quest’ultimo parlava, per capire che la strada è tracciata, fermo restando che, naturalmente, a decidere sarà solo ed esclusivamente il Papa. Va anche detto che finora la presenza di D’Angelo in diocesi (un anno e mezzo ormai) è stata sempre discreta, mai una parola di troppo, lavoro pastorale silenzioso ma continuo, soprattutto nel rapporto con i parroci e nell’ascolto dei fedeli. Petrocchi insomma è sempre più convinto che, quando sarà il momento della successione, lascerà la diocesi in ottime mani.
Ieri mattina si è parlato anche della visita di Francesco all’Aquila il 28 agosto 2022 e dei frutti spirituali che ne sono nati anche grazie al prolungamento di un anno dell’indulgenza plenaria legata alla Perdonanza. L’incontro dei giornalisti con l’arcivescovo, che aveva a fianco il presidente dell’Ordine d’Abruzzo Stefano Pallotta, è stato incentrato sulla comunicazione e sul recente messaggio del Papa sullo stesso tema. «Oggi, nel drammatico contesto di conflitto globale che stiamo vivendo», è stato detto, «è quanto mai necessario l’affermarsi di una comunicazione non ostile. Una comunicazione aperta al dialogo con l’altro, che favorisca un disarmo integrale, che si adoperi a smontare la psicosi bellica che si annida nei nostri cuori, come profeticamente esortava San Giovanni XXIII, 60 anni fa nella Pacem in Terris. È uno sforzo che è richiesto a tutti, ma in particolare agli operatori della comunicazione, chiamati a svolgere la propria professione come una missione per costruire un futuro più giusto, più fraterno, più umano».
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