Petroni candidato sindaco “sondato” dai gruppi civici

Comunali 2020, il medico è stato presidente del consiglio provinciale con il Ccd E l’ex consigliere Ridolfi avvisa il centrodestra: «Servono analisi e autocritica»
AVEZZANO. Spunta un nuovo papabile nella partita elettorale di primavera: Angelo Petroni. L’ex presidente del consiglio provinciale dell’Aquila all’epoca del Ccd (Centro cristiano democratico), direttore sanitario e responsabile del reparto di medicina e chirurgia della casa di cura Di Lorenzo di Avezzano, potrebbe diventare il cavallo di battaglia dei civici. Petroni, 70 anni, è stato sondato da alcuni esponenti della variegata galassia del civismo in movimento in città, dove si respira sempre più aria di battaglia elettorale. Petroni, che dopo le esperienze in Provincia, dove fu eletto nel 1985 con la Dc e una breve parentesi nella giunta Floris, potrebbe tornare in pista per la corsa alla fascia tricolore. La trattativa con l’affermato professionista è aperta.
Nell’agorà della politica cittadina, invece, la fuga in avanti dei tre referenti dei partiti del centrodestra, Roberto Alfatti Appetiti (Fratelli d’Italia), Aureliano Giffi (Fi) e Roberto Laurenzi (Lega), non è stata accolta con favore dagli esponenti del mondo civico. «Rinnovamento e pacificazione», sostiene Vincenzo Ridolfi, ex consigliere di Responsabilità civica, «sono naturalmente condivisi anche da chi, come il sottoscritto, ha scelto una partecipazione di tipo civico, purché si resti lontani dai personalismi e dalle imposizioni. L’idea di costruire una coalizione senza fare neanche un minimo di analisi politica, nonché di autocritica sulla sfiducia all’amministrazione De Angelis, frutto della chiusura al dialogo sulle questioni chiave che hanno diviso la città e la pretesa dell’ex sindaco di traghettare la coalizione civica sotto il cappello del centrodestra, sarebbe un vero e proprio suicidio politico. Ritengo che su temi come questi, comprese le tante questioni sul tappeto, tutti i partiti, non soltanto quelli del centrodestra, dovrebbero uscire alla scoperto per far conoscere bene la loro posizione. Altrimenti il rischio è di ripetere gli stessi errori». Ridofli, quindi, chiama i referenti di tutti i partiti a uscire dal guscio per assumersi la responsabilità dell’analisi e della proposta e rivendica il diritto dei civici ad assumere iniziative finalizzate alla costruzione di un progetto condiviso da portare al vaglio dei cittadini.
«Non va dimenticato», chiosa, «che alcuni risultati della vecchia amministrazione sono stati realizzati quando in Comune non c’era l’ombra di un partito. Il disastro è avvenuto con la pretesa di mettere la casacca politica a un’amministrazione nata sotto le insegne del solo civismo».
La partita delle amministrative, quindi, agita la piazza della politica già in autunno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

