Più personale e strumenti per frenare l’emergenza

5 Novembre 2020

Maggioranza e opposizione danno il via libera al testo con le iniziative anti-Covid Critiche per i ritardi al manager Asl che replica: impegno massimo per i cittadini

L’AQUILA. L’emergenza sanitaria e gli interventi necessari per contenerla mettono d’accordo tutti. Il consiglio comunale di ieri, riunito in videoconferenza con l’intervento di una folta rappresentanza di dirigenti della Asl e del vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente, ha approvato all’unanimità il testo proposto da Americo Di Bedetto e integrato con alcune indicazioni suggerite dal sindaco Pierluigi Biondi. Aumento di personale e mezzi, incremento dei tamponi, spazi attrezzati per il pre-triage e per il trattamento dei pazienti Covid e una campagna informativa per sensibilizzare la cittadinanza all’uso dell’app “Immuni”. Sono questi i punti salienti del documento che ha ricevuto il via libera dell’aula al termine di un dibattito-fiume protrattosi per circa sette ore, ma mai trasceso nei toni.
LE ACCUSE. A sottolineare la necessità, in particolare da parte dei vertici della Asl, di «riconoscere gli errori compiuti finora» è stato il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, mentre Di Benedetto, pur definendo «ineccepibile» la programmazione fatta dall’azienda sanitaria al termine della prima ondata per far fronte alla prevista recrudescenza della pandemia in autunno, ha denunciato il forte ritardo negli interventi previsti da cui è derivata «la drammatica situazione in cui ci troviamo ora».
LE RISPOSTE. Alle contestazioni, seppure pacate, ha replicato il direttore generale della Asl Roberto Testa, sottolineando la mole di provvedimenti adottati finora per tenere sotto controllo i contagi. «Abbiamo operato non sono nel rispetto dei conti», ha tenuto a precisare, «ma soprattutto per la tutela dei servizi e della salute dei cittadini». Anche Imprudente si è soffermato sull’operatività dell’ospedale aquilano, che secondo lui sta superando anche quella di Pescara con circa 160 posti in funzione o di prossimo allestimento. Domenico Pompei, direttore del Dipartimento di prevenzione, ha fornito chiarimenti sui controlli. «Il tracciamento non è saltato», ha spiegato, «abbiamo un paio di giorni di ritardo, anche perché si fa ex post, rispetto alla segnalazione dei contagi, ma procede». Difficoltà, secondo il dirigente, ci sono state con le risposte per i tamponi analizzati a Pescara, ma la situazione si è stabilizzata con l’invio dei test a Teramo.
I PROBLEMI. Nonostante le risposte fornite dai vertici della Asl, che hanno indotto il leghista Francesco De Santis ha dedurre che «la situazione è grave ma non drammatica», restano aperti diversi fronti critici. Uno in particolare riguarda il personale, soprattutto specialistico. Quest’aspetto in particolare è stato posto in risalto dal primario di Rianimazione Franco Marinangeli che ha tirato in ballo la politica. Lo ha fatto in riferimento all’esigenza di supportare la maggiore disponibilità di spazi, nell’ospedale G8 o nel Delta 7, con un’adeguata dotazione organica attingendo anche da altre aree del territorio provinciale. «Accogliamo pazienti che arrivano da Avezzano e Sulmona», ha affermato, «ma sarebbe loro dovere morale garantire il supporto di personale specializzato». Per il rappresentante dei medici di base Vito Albano, inoltre, vanno potenziate le Usca, le unità di assistenza sul territorio. «Ce ne sono operative solo due, di cui una decimata dal contagio», afferma, «che riesce a fare sette o otto visite al giorno, a fronte di trenta richieste».
IL DOCUMENTO. A queste ed altre problematiche fa riferimento l’ordine del giorno approvato all’unanimità. Il testo richiama l’urgenza di «un coordinamento politico e di un piano di gestione dell’emergenza», colmando le carenze strutturali e di organico, riferite agli addetti del contact tracing con volontari e giovani impegnati nel servizio civile.
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