«Piango da 14 mesi, verità per mio figlio»

La madre di Collinzio D’Orazio fa un appello a “Chi l’ha visto?”: il 51enne fu trovato morto nel Fucino
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Il giallo di San Benedetto dei Marsi e la morte di Collinzio D’Orazio sono ancora avvolti nel mistero. A riportare all’attenzione il caso della tragica fine del 51enne è l’appello della mamma, Teresa, a più di un anno dal ritrovamento del corpo (era l’inizio di marzo 2019). «La giustizia deve fare il suo corso», le parole della donna davanti alle telecamere di Chi l’ha visto?, «è un anno e due mesi che aspetto la verità e che piango notte e giorno. Questo non lo auguro a nessuno». La donna ha parlato anche di un video in cui il figlio veniva denigrato da alcuni giovani perché ubriaco. Sarebbe nelle mani degli inquirenti. Nel corso del servizio del giornalista Fabrizio Franceschelli è stato fatto riferimento anche al caso delle auto incendiate e delle aggressioni a delle famiglie marocchine. Episodi di 7 anni fa su cui sono in corso dei procedimenti penali a carico di diverse persone del paese, tra cui uno degli indagati nel caso di D’Orazio. Sulla vicenda, infatti, il sostituto procuratore Lara Seccacini ha iscritto nel registro degli indagati due persone accusate di abbandono di incapace. Si tratta di Fabio Sante Mostacci, 28 anni, il giovane coinvolto anche in un’altra inchiesta, e Mirko Caniglia, 27. Nel corso della puntata di Chi l’ha visto? è stato a lungo intervistato l’avvocato Luca Motta, di Tagliacozzo, difensore di uno dei marocchini aggrediti, per l’altra vicenda che vede imputato Mostacci.
Sul caso D’Orazio, il pm ha chiesto la proroga delle indagini e ha ritenuto di dover procedere a ulteriori accertamenti tecnici non ripetibili che andranno a integrare quelli precedentemente eseguiti sia dai reparti scientifici dell’Arma, sia da consulenti tecnici informatici sui cellulari delle persone coinvolte nella vicenda. Si attende inoltre una relazione dell’anatomopatologo incaricato dalla Procura che ha eseguito l’autopsia sul corpo della vittima. Sulla Audi A3 di proprietà di Mostacci sono state eseguite delle analisi da parte del Ris di Roma. (p.g.)
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