Piano antenne, lo studio nel dimenticatoio

4 Ottobre 2019

L’ex assessore Presutti: dieci mesi fa l’affidamento alla Polab, ma da allora nulla si è più mosso

AVEZZANO. Piano antenne da velocizzare: a dieci mesi dall’affidamento del lavoro finalizzato a mettere la parola fine al Far west delle installazioni di antenne della telefonia mobile, molto diffuse in città e in periferia, l’ex assessore all’Ambiente, Crescenzo Presutti, uno degli artefici dell’operazione, bussa alla porta del commissario prefettizio, Mauro Passerotti, e del dirigente di settore, l’architetto Mauro Mariani, per conoscere lo stato dell’arte dell’operazione affidata alla società Polab.
«Visto che si parla di questioni di primaria importanza per la tutela della salute pubblica», ricorda Presutti, «oltre che dare una linea di indirizzo del Comune per una gestione ordinata sulle installazioni delle antenne di telefonia mobile, che negli anni sono apparse in ogni angolo scatenando polemiche a non finire, vorremmo capire come procede il lavoro, ma soprattutto, se il piano per il varo delle nuove regole procede nel verso giusto». L’amministrazione De Angelis, infatti, puntava a stringere le maglie larghe della legge Gasparri, visto che sul territorio sono attive una quarantina di sorgenti elettromagnetiche piazzate persino sui tetti dei palazzi o nei campi da gioco (l’ex campetto dei ferrovieri, per esempio).
Per questo fu affidato alla società Polab il compito di accompagnare l’Ente verso quel nuovo sistema di regole per l’installazione con primo atto la fotografia dell’esistente, la redazione del piano comunale per gli impianti radioelettrici, la pianificazione delle nuove localizzazioni e l’assistenza al Comune per il monitoraggio.
Lavoro triennale per un costo di 39.100 euro. «Con il nuovo piano antenne, che va a colmare una lacuna», affermò Presutti in fase di avvio, «puntiamo a fissare le regole per l’installazione, privilegiando i siti di proprietà del Comune per i nuovi impianti, destinando gli incassi al miglioramento dell’ambiente».
Da allora sulla questione del piano antenne, motivo di scontro duro in passato, quando ogni installazione scatenava prese di posizione e attacchi pesanti tra maggioranza e minoranza, è calato il silenzio.
«Sulla salvaguardia della salute», conclude Presutti, «non si scherza, né può diventare solo motivo di scontro elettorale, mentre il Comune dovrebbe fare chiarezza sull’iter del progetto».
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