Piano Case, 800mila euro stanziati per gli ascensori

L’AQUILA. Il Piano Case, ormai non è più un segreto per nessuno, è un pozzo senza fondo di spese a cui non fanno fronte altrettante entrate. Una delle voci che pesa in maniera incredibile è la...
L’AQUILA. Il Piano Case, ormai non è più un segreto per nessuno, è un pozzo senza fondo di spese a cui non fanno fronte altrettante entrate. Una delle voci che pesa in maniera incredibile è la manutenzione degli ascensori. In base a quello che risulta dalle determine rintracciabili sull’Albo pretorio del Comune, il “servizio di assistenza, manutenzione e pronto intervento degli impianti elevatori nel Progetto Case e in edifici di competenza e proprietà comunale” costa, da base d’asta e per 3 anni, quasi un milione e mezzo. La ditta che si è aggiudicata il lavoro ha offerto un ribasso di circa il 50% per cui oggi il Comune paga più di 800mila euro, se si considera anche l’Iva. Pochi giorni fa, sempre con determina e “considerato che nel corso dell’esecuzione del servizio si rende necessario modificare in aumento le prestazioni contrattuali, estendendo il servizio di assistenza, manutenzione e pronto intervento su ulteriori 25 impianti elevatori”, la cifra viene aumentata di circa 30.000 euro. Le manutenzioni straordinarie vengono pagate a parte e valutate caso per caso. Ma tutta la gestione del Piano Case presenta aspetti che solo gli addetti ai lavori riescono a discernere. Chi ha la passione per la lettura dell’Albo pretorio del Comune si trova di fronte in continuazione a spese di tutti i generi, dalla posa delle griglie antipiccioni, alla sistemazione delle antenne, alla manutenzione dei presìdi antincendi. Un fiume di denaro (a carico della fiscalità generale) che trova minima compensazione dal pagamento dei canoni di compartecipazione. Due giorni fa, Lelio De Santis, consigliere comunale ed ex assessore al bilancio (giunta Cialente) è tornato a chiedere una gestione unificata. «Le morosità e le spese non coperte superano i 20 milioni», ha scritto, «a carico del bilancio comunale e, quindi, di tutti gli aquilani. La gestione di questo ingente patrimonio è improvvisata e spacchettata in diversi settori che spesso non comunicano. Ho sollecitato a più riprese la necessità di unificare la gestione amministrativa e politica del Progetto Case, ma finora il sindaco e la giunta hanno dimostrato disinteresse e scarsa consapevolezza della delicatezza della situazione e delle conseguenze sul piano finanziario ed economico. Ritengo che questo patrimonio immobiliare, costituito da circa 5.500 di alloggi e Map, debba essere considerato come una grande risorsa per il Comune e non come un grande problema, che produce solo debiti e contestazioni. È necessario nominare un assessore con delega specifica, riunificando le diverse competenze ora spacchettate. Di sicuro, non è più tollerabile che di fronte a un problema così importante si registri l’attuale stato di abbandono e di disinteresse sul piano amministrativo e gestionale. Una buona amministrazione deve affrontare e subito questo problema prima che sia troppo tardi».(g.p.)

