Piano comunale, ecco le falle

Ospedale vulnerabile, aree per tendopoli degradate e prive di servizi. Inchiesta del Centro
AVEZZANO. In una zona altamente sismica qual è quella marsicana la parola prevenzione deve rappresentare una priorità, con i Comuni chiamati a predisporre piani di emergenza. Li hanno? Il viaggio del Centro con in valigia l’obiettivo sicurezza parte da Avezzano, città principale della Marsica, con una popolazione di 43mila abitanti e un’estensione territoriale di 104 chilometri quadrati.
Dopo l’ultima scossa abbiamo aperto i cassetti del municipio per vedere se il piano d’emergenza esiste. E lo abbiamo trovato. Realizzato nel settembre dello scorso anno, seguendo le linee guida della Regione Abruzzo approvate il 13 gennaio 2015, esattamente cento anni dopo il catastrofico terremoto della Marsica. Si tratta dello strumento che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio. Il piano di Avezzano è racchiuso in 128 pagine, contenenti disposizioni in caso di emergenza e numeri utili (l’attuale amministrazione dovrà apportare degli aggiornamenti).
I CINQUE RISCHI. Si va dal rischio idraulico e idrogeologico a quello relativo agli incendi boschivi, passando per il rischio sismico (sul quale si concentra la maggiore attenzione) e il pericolo industriale. Per finire col rischio collegato a neve e ghiaccio. Il sindaco in qualità di autorità di Protezione civile, attiva, a seconda della fase di allerta, il Centro operativo comunale (Coc), ossia il centro di coordinamento che «lo supporterà nella gestione dell’emergenza per assicurare una direzione unitaria e coordinata dei servizi di soccorso e assistenza alla popolazione, grazie alle funzioni di supporto».
AREE PERICOLOSE. I rischi incendi riguardano le aree del Salviano (anche a ridosso di Micron e LFoundry-Smic), della pineta nella zona nord e alcuni tratti ai margini dell’autostrada, tra Paterno e San Pelino. A Fosso Cervara (Antrosano) si evidenzia un allarme esondazione. Dissesto idrogeologico possibili in alcuni punti del quartiere Borgo Angizia e nelle frazioni di San Pelino, Paterno, Antrosano.
TENDOPOLI E ATTESA. In casi di eventi catastrofici, il piano contempla aree per l’attesa e quelle per l’accoglienza. Le aree di attesa sono 30 e si va dal parcheggio esterno all’ospedale allo spazio limitrofo della chiesetta di Sant’Antonio. Quasi tutte, poi, si trovano nelle piazze della città, a cominciare da piazza Torlonia e piazza Risorgimento. Le aree di accoglienza sono 18 (come da tabella) e sono destinate a ospitare anche tendopoli, come il campo dei ferrovieri in via Monte d’Oro, lo stadio dei Pini, le palestre della Vivenza o di via Pereto.
LE CRITICITÀ. La principale riguarda l’ospedale di Avezzano, uno degli edifici ritenuti strategici in caso di terremoto (al pari di Comune e scuole). Una relazione dello Studio Kr e associati diretto dagli ingegneri Giovanni Kisslinger e Francesco Ruvidi fa riferimento agli indici di vulnerabilità. Ritenuti bassi, in particolare per un corpo di fabbrica dove l’indicatore va da 0,138 a 0,245. «Carenze gravissime» stando alla relazione. Nei piani della Regione c’è la realizzazione di un nuovo ospedale ma ci vorranno anni. Altre criticità riguardano le aree di accoglienza. In particolare per quelle delle Quattro strade a San Pelino, in via Massa d’Albe e nel campo dei ferrovieri. Mancano i servizi (acqua o elettricità) e c’è degrado. Alle Quattro Strade più che in un’area di accoglienza sembra di trovarsi in una foresta.
TERREMOTO E SCENARI. «L’evento sismico rientra all’interno degli eventi non prevedibili: per questo motivo non è possibile parlare di previsione bensì solo di prevenzione con l’attuazione di misure di mitigazione, che incidono sulla vulnerabilità degli edifici esposti». È quanto riporta il piano di prevenzione comunale. Per la valutazione dello scenario d’evento il piano si basa sulla «valutazione di scenari del dipartimento di Protezione civile». Le valutazioni si basano su un evento che ipotizza uno scenario medio per un’intensità di terremoto tra VIII e IV° della scala Mercalli. Lo scenario, in base al piano, prevede il coinvolgimento di 1.684 persone in crolli di edifici. I senza tetto sarebbero 10.298, con 774 abitazioni crollate. Le case inagibili, sempre stando all’ipotesi contenuta nel piano, sarebbero 4.387, mentre quelle danneggiate 7.374. Il modello di intervento per il rischio sismico prevede l’attivazione della struttura comunale di Protezione civile e l’attivazione dell’unica fase prevista, quella di emergenza. Tutte le funzioni sono stabilite nel dettaglio, quindi si sa chi deve fare che cosa. Ma affinché il piano risulti efficace, oltre a esercitazioni periodiche, l’ufficio comunale di Protezione civile è chiamato ad aggiornare il documento con una frequenza minima di due anni. Prossimo piano, ad Avezzano, nel 2018.
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