Piano mobilità urbana da 45 milioni di euro

17 Luglio 2018

La giunta dà il via libera al documento conoscitivo propedeutico al nuovo progetto Ogni giorno in città 260mila spostamenti con auto private. Bus, questo sconosciuto 

L’AQUILA. L’Aquila post-terremoto è una città che si muove con l’automobile privata, che ricorre al trasporto pubblico occasionalmente e la cui rete di strade non risponde più alle mutate esigenze di mobilità. È questo il quadro che viene fuori dal documento conoscitivo propedeutico al nuovo Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) appena approvato dalla giunta comunale: un corposo dossier di oltre 400 pagine, che servirà da cassetta degli attrezzi per costruire il Piano vero e proprio. Quest’ultimo dovrà essere approvato dal Comune entro ottobre 2019, come prescritto dalle linee guida ministeriali. I contenuti del documento conoscitivo sono stati illustrati ieri in conferenza dal sindaco Pierluigi Biondi, dall’assessore alla Viabilità, Carla Mannetti, e dall’ingegnere Stefano Ciurnelli, coordinatore della parte tecnico-scientifica del gruppo che ha redatto il lavoro.
PIANO DA 45 MILIONI. Il nuovo Pums, ha dichiarato Carla Mannetti, può contare su un tesoretto complessivo di oltre 45 milioni di euro, un plafond in cui sono confluite risorse di diversa provenienza. «La prima sfida che ci poniamo è la riduzione del numero di spostamenti giornalieri delle auto private. La seconda è la ricerca di una risposta al problema della dispersione abitativa generata dal sisma. La terza è la riorganizzazione del sistema di trasporto pubblico, a partire dalla realizzazione di nuovi nodi di scambio e dagli investimenti su mobilità elettrica e piste ciclabili urbane». «Bisogna abbandonare la concezione che relega la mobilità ciclistica solo alle aree extraurbane pianeggianti», ha chiosato Ciurnelli. «Ormai con le bici a pedalata assistita si possono fare tante cose». Il documento conoscitivo appena votato in giunta dovrà essere discusso col territorio. Si partirà a settembre, con scuole e università, per poi passare a dei focus con le varie categorie produttive e a incontri con i cittadini.
260MILA SPOSTAMENTI. «Nelle 24 ore di un giorno feriale», ha dichiarato Ciurnelli, «abbiamo contato in media circa 380mila cosiddetti “spostamenti elementari” che gravitano sull’Aquila. Il 70% di questi, 260mila, è generato dentro i confini comunali». Gran parte di questi “viaggi” avviene su un anello ristretto che, partendo dall’hotel Amiternum, comprende viale Corrado IV, via XX Settembre, Collemaggio e viale della Croce Rossa. «Su questo segmento», ha osservato Ciurnelli, «transitano 4mila veicoli l’ora, per tutto l’arco della giornata».
TRASPORTO PUBBLICO. Se si fa eccezione per gli studenti delle scuole medie e superiori e per i lavoratori stranieri, sono pochissimi gli aquilani che, per spostarsi, usano i mezzi pubblici. «Il trasporto pubblico locale», ha affermato Ciurnelli, «è sottodotato rispetto alle dimensioni della città: 3 milioni e 800 mila km programmati, gli stessi da tre anni, su cui viaggiano 3 milioni di passeggeri l’anno. In media sono 9.900 al giorno, con punte più alte nella stagione scolastica». Ma è una rete che funziona, per l’appunto, quasi esclusivamente per gli studenti, che da soli rappresentano circa il 40% dell’utenza. «È un trasporto con poche corse, concentrate quasi tutte nelle ore di punta. Il servizio ha poco appeal, ad esempio, sugli anziani o su chi deve andare a fare la spesa», spiega Ciurnelli. «Poi c’è il problema dei portoghesi, coloro che non pagano il biglietto: sono il 30% dei passeggeri giornalieri».
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