Piano regolatore, via alle norme tecniche
Previsti sgravi per adeguamenti sismici. L’assessore Iommi: così rimetteremo in moto l’edilizia
SULMONA. Si rimette in moto l’edilizia cittadina grazie all’approvazione delle norme tecniche del Piano regolatore generale. Dopo più di venti anni di stallo, lo strumento urbanistico riparte dalle modifiche approvate ieri dalla giunta comunale. Le nuove norme prevedono da un lato l’aumento della cubatura delle superfici edificabili e dall’altro sgravi per gli adeguamenti sismici. Due misure – apparentemente agli antipodi – su cui si prova a trovare un equilibrio. L’intento è quello di rimettere in moto l’edilizia e, di conseguenza, l’economia cittadina, come fa sapere l’assessore all’Urbanistica Maria Assunta Iommi. Le modifiche sono contenute in una delibera relativa all’approvazione in via definitiva sia della variante generale alle norme tecniche di attuazione del Prg (che si sostanzia in una revisione generale dell’apparato normativa dello strumento urbanistico), sia dello studio di microzonazione sismica, che individua le diverse risposte del territorio all’azione del sisma. Ora la delibera passerà al vaglio delle Commissioni per poi approdare all’esame finale del consiglio comunale. «La Variante proposta», spiega l’assessore Iommi, «riorganizza la materia urbanistica sulla base degli interventi normativi succedutisi dal 1984 a oggi, e risponde all’esigenza di svecchiamento della disciplina vigente, con forte impatto incentivante sulla valorizzazione del patrimonio esistente in attesa di una più completa revisione del Prg generale». La speranza è quella di rimettere in moto anche il mercato immobiliare. «L’approvazione di questa variante urbanistica», prosegue Iommi, «darà impulso alla ripresa economica della città, incrementando l’attività edilizia e il mercato immobiliare, dal momento che sono previste misure premiali per gli edifici esistenti nelle zone residenziali. Vengono introdotti correttivi sul computo della superficie utile, svincolandone alcune precedentemente ricomprese, consentendo la realizzazione di manufatti agricoli su superfici di 3000 metri quadri, orientando l’apparato normativo verso una maggiore flessibilità delle destinazioni d’uso, anche attraverso la possibilità di realizzare superfici commerciali nelle zone di ristrutturazione con incremento della relativa percentuale rispetto all’intervento proposto, dimezzando il lotto». (f.p.)
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