Piano scuole, scontro tra Mancini e Bignotti Critici i sindacati

27 Novembre 2019

L’ex preside: sul dimensionamento non decida la sola giunta L’assessore comunale rassicura: esclusa la perdita di posti

L’AQUILA. È ancora una volta braccio di ferro sul piano di dimensionamento scolastico approvato dalla giunta comunale e in attesa del nulla osta della Regione. Se da una parte, infatti, il mondo della scuola è in grande agitazione e i sindacati parlano già della possibilità che centinaia di docenti (tutti quelli di infanzia, primaria e media dell’Aquila) diventino soprannumerari, col rischio di dover cambiare istituto dal prossimo anno, a svantaggio della continuità didattica; dall’altra l’assessore alle politiche scolastiche del Comune, Francesco Cristiano Bignotti, rassicura: «Da quanto appreso dall’ufficio scolastico regionale, non ci sarà questo stravolgimento o la perdita di posti». Intanto, anche il consigliere comunale di opposizione ed ex preside Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza Lavoro) chiede che il piano venga portato presto all’attenzione del consiglio comunale.
IL PROVVEDIMENTO. Il dimensionamento prevede, a partire dal prossimo anno scolastico, la verticalizzazione di tutto il primo ciclo di istruzione attraverso l’aggregazione delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado in sei istituti comprensivi con la soppressione delle direzioni didattiche e delle medie non aggregate.
SINDACATI. Le segreterie provinciali di Flc-Cgil, Gilda e Snals rispondono alla richiesta dello stesso Bignotti di fare chiarezza sull’iter del tavolo tecnico comunale che ha portato all’elaborazione del piano. «Sin dal primo incontro, la posizione unitaria dei sindacati partecipanti al tavolo è stata chiara: la ricostruzione degli edifici scolastici della città dell’Aquila rappresenta una priorità assoluta e non negoziabile», scrivono. «Se non abbiamo apportato contributi è dipeso unicamente dalla nostra ferma posizione contraria. Non vediamo la necessità della verticalizzazione in una città che dopo oltre dieci anni non ha ancora ricostruito le scuole». Nella nota si parla poi di «un’opaca volontà politica, distante e scollegata dalla volontà dei cittadini». I sindacati concludono: «Non vorremmo essere, in questo momento, nei panni degli uffici scolastici che entro il 7 gennaio, termine ultimo per le iscrizioni 2020/21, dovranno indicare alla cittadinanza un’offerta formativa ancora sconosciuta. E non vorremmo essere nemmeno nei panni di docenti e personale Ata che si vedranno costretti a subire forse una graduatoria cittadina o chissà che cosa».
MANCINI. Anche l’ex preside e consigliere comunale di opposizione Angelo Mancini si scaglia contro il piano e soprattutto contro il mancato coinvolgimento del consiglio comunale. «Un provvedimento così importante dev’essere discusso con tutta la cittadinanza, non può essere un atto unilaterale della giunta», ha detto in conferenza stampa. Nel mirino ancora una volta la mancata ricostruzione delle scuole che impedirebbe la realizzazione di un piano adeguato. Mancini si è detto anche preoccupato per la possibile perdita di continuità didattica da parte degli alunni e per la contrazione di organico per i docenti.
BIGNOTTI. Pronta la risposta dell’assessore: «Le affermazioni sullo spostamento degli insegnanti vengono rilasciate con tanta certezza, ma senza fornire alcuna dimostrazione. Le famiglie aquilane possono continuare a far frequentare ai propri figli gli stessi plessi scolastici che frequentano oggi. Questa è una città che non ha bisogno di timori e di persone che li incutono».
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