Piantedosi sull’Abruzzo: questa non è un’isola felice

15 Aprile 2023

Il titolare del Viminale: «Attenzione sul territorio, c’è coesione tra istituzioni»

L’AQUILA. Dopo aver sottolineato la coesione dimostrata dalle istituzioni, e la piena sinergia con l’autorità giudiziaria per l’attenzione in tema di sicurezza e ordine pubblico, il ministro Matteo Piantedosi lancia un monito: «Né L’Aquila né l’Abruzzo sono isole felici». Il capo del Viminale, arrivato in città per siglare il protocollo d’intesa per l’attivazione del Nue, il Numero unico di emergenza europea che sarà attivo in Abruzzo dal 2024 (vedi altro articolo in pagina), ha confermato le attenzioni del ministero sul territorio aquilano e abruzzese, che dimostra «di avere una buona tenuta delle dinamiche sociali», anche se i fenomeni di criminalità e microcriminalità degli ultimi mesi vanno seguiti con attenzione, di pari passo con l’attività di prevenzione per l’uso illecito di fondi pubblici e del Pnrr. Un modello, applicato per la complessa opera di ricostruzione dal sisma, che secondo Piantedosi funziona grazie, appunto, al legame stretto che corre tra le istituzioni e l’autorità giudiziaria.
sicurezza e migranti
Il ministro, seduto di fianco al prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, e al presidente della Regione, Marco Marsilio, rimbalza da un argomento all’altro. Sui migranti dice che «non esiste un allarme» ma solo «uno stato di emergenza tecnico che ha suggerito il governo di dotarsi di procedure semplificate per essere all’altezza di queste sfide complesse», in risposta alle critiche sulla dichiarazione dello stato di emergenza espresse nei giorni scorsi dalla Cei. Piantedosi sottolinea poi il ruolo svolto dall’Abruzzo nel corso delle recenti emergenze migratorie: «Questa regione ha dato sempre un contributo importante alla gestione complessiva del sistema dell’accoglienza nazionale. E lo ha fatto», rimarca, «anche per l’emergenza profughi ucraini e afgani». Il ministro torna infine a parlare delle problematiche emerse nel corso del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica al quale ha partecipato insieme ai vertici della prefettura del capoluogo: «Un territorio che dimostra di avere una buona tenuta delle dinamiche sociali», dice, «ma esistono alcuni problemi, diffusi anche in altre realtà, che le istituzioni stanno seguendo con piena coesione». Proprio giovedì scorso, Piantedosi aveva espresso «grande soddisfazione» per l’operazione dei carabinieri di Pescara che aveva portato all’arresto di venti persone nel quartiere di Rancitelli.
questura dell’aquila
Nel corso dell’incontro con la stampa, Piantedosi parla anche della questura dell’Aquila, fresca di ripristino in “fascia alta” dopo il via libera dal consiglio dei ministri: «Il potenziamento è legato all’importanza che viene ricondotta al territorio», dice il titolare del Viminale, che sgombera il campo da possibili declassamenti in futuro: «Posso assicurare che questa, per la questura dell’Aquila, sarà una condizione stabile. Vogliamo dare al territorio una dotazione di personale e risorse adeguate a ogni esigenza».
caserma dei vigili
Incalzato sulla ricostruzione della caserma dei vigili del fuoco, ferma al palo da ormai quattordici anni, Piantedosi ha lasciato la città con l’impegno di «tempi rapidi» per l’inizio dei lavori nell’ex caserma Rossi. Il tema è stato affrontato anche nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Sia il prefetto Torraco che il sindaco Pierluigi Biondi hanno confermato come siano in corso le interlocuzioni con il demanio e il ministero della Difesa per dare l’accelerata definitiva al progetto.
ricostruzione
È un altro dei temi toccati dal ministro dell’Interno a margine delle firma del protocollo per il Nue.
Il focus è sulla prevenzione e sul controllo dell’utilizzo dei fondi pubblici: «Qui c’è un modello molto attivo ed efficace», scandisce Piantedosi, «c’è un’esperienza molto forte di prevenzione e quindi di presidio, e la sinergia con l’autorità giudiziaria locale fa da nutrimento anche per l’attività di prevenzione».
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