Piazza d’Armi, ecco gli archeologi

Autorizzate altre indagini dopo la scoperta di tracce di antiche presenze umane
L’AQUILA. Nello spazio di piazza d’Armi, dove dovrebbe nascere un parco urbano con tanto di moderno auditorium, potrebbero esserci reperti di interesse archeologico. Lo si legge in una determina comunale che autorizza nuove indagini a seguito di sondaggi che nei mesi scorsi hanno evidenziato «probabili stratigrafie». La stratificazione archeologica, secondo quello che si legge sui manuali consente di «cogliere tutti quegli eventi che costituiscono le fasi di vita e di trasformazione di un paesaggio, in cui l’uomo (oggetto dell’indagine archeologica) ha utilizzato gli spazi e il territorio (campo dell’indagine stessa), lasciandovi le sue tracce». Come è noto, qualche mese fa il Comune ha deciso di rescindere il contratto con l’impresa che doveva realizzare il Parco urbano che a questo punto potrebbe essere anche “ridimensionato” rispetto al progetto originario. Per quanto riguarda invece la verifica archeologica nella determina si legge che nel 2020 furono decisi 15 saggi esplorativi e «la società incaricata ha segnalato con nota del 23 settembre 2022 l’individuazione in due trincee (la numero 6 e la numero 13) di probabili stratigrafie di interesse archeologico». Per questo la Soprintendenza ha notificato all’amministrazione comunale «la necessità di procedere a ulteriori accertamenti anche per valutare la compatibilità dell’opera da realizzare con i resti rinvenuti relativamente alle trincee 6 e 13, mediante l’ampliamento dei saggi effettuati, allo scopo di verificare e comprendere le stratigrafie e le strutture individuate, per una definizione cronologica e planimetrica. La comprensione dei contesti individuati permetterà di comprendere l’effettivo interesse archeologico, il suo eventuale stato di conservazione, nonché l’eventuale interferenza con l’opera in progetto. Le operazioni di scavo dovranno essere eseguite tramite abbassamenti progressivi di quota, di spessore adeguato ad esporre le superfici archeologiche, con ogni cautela e sulle basi delle indicazioni impartite dagli archeologi incaricati. Alla fine delle indagini dovrà essere trasmessa alla Soprintendenza la relativa documentazione tecnico-scientifica». (g.p.)
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