Piazza d’Armi, si riparte da zero: così la giunta annulla tutti gli atti

Il mega parco con teatro e parcheggi doveva essere il fiore all’occhiello della città che rinasce Ora si cerca di rimettere in piedi un progetto da 18 milioni di euro, ma i tempi saranno lunghi
L’AQUILA. Dopo la revoca dell’appalto, la giunta comunale, con una delibera pubblicata ieri, azzera tutti gli “atti” ancora in piedi relativi alla realizzazione del Parco urbano di piazza d’Armi che da fiore all’occhiello della ricostruzione pubblica della città è diventato esempio di errori e superficialità trascinati per anni. La giunta ha revocato – a seguito della determina che a sua volta aveva annullato l’affidamento dei lavori all’impresa Rialto costruzioni – la delibera di giunta del 31 dicembre 2021 «con la quale si forniva l’indirizzo di procedere alla costituzione di un Collegio consultivo tecnico» che in soldoni doveva essere una sorta di “arbitrato” per cercare di sciogliere i nodi della procedura con cui era stato affidato l’appalto e provare ad arrivare all’apertura del cantiere. Cosa che non è stata possibile. Di fatto, quindi, il Comune fa tabula rasa di tutto il pregresso per provare – ma i tempi saranno lunghi – a ripartire da zero.
IL COLLEGIO
Il Collegio era stato nominato a fine 2021 perché il progetto esecutivo aveva avuto uno stop da parte della società chiamata a verificarlo (in base alla legge). Nella delibera di giunta del 31 dicembre 2021, revocata ieri, si sottolineava che la società Rina Check (incaricata della verifica) «ha inoltrato i rapporti di controllo intermedi relativi alle attività espletate, evidenziando la necessità di azioni correttive sugli elaborati di progetto e rinviando l’analisi economica delle variazioni solo a seguito di accertamento dell’ammissibilità da parte della stazione appaltante». Di fatto era uno stop a cui poi a febbraio 2022 si è aggiunto il parere dell’Autorità anticorruzione (Anac) guidata da Giuseppe Busia, che ha censurato in più punti l’iter della gara di appalto.
UNA STORIA TORMENTATA
Ecco la storia più recente della realizzazione (mancata) del parco urbano di piazza d’Armi. Nel 2015 viene indetta la gara per un cosiddetto appalto integrato. Base d’asta 18.000.000 di euro. Il 16 febbraio 2016 vengono aperte le buste. La spunta l’impresa Rialto Costruzioni spa di San Tammaro (Caserta) che si dice pronta a fare i lavori per un importo di 10.297.290 euro (inclusa la progettazione esecutiva). Nel 2017 la società Rialto presenta in Comune il progetto esecutivo e qui c’è la sorpresa. Infatti, secondo la ditta, i 10 milioni di cui sopra non bastano per fare i lavori, ma ce ne vorrebbero almeno 15. A fine gennaio 2019 la ditta appaltatrice trasmette al Comune “il nuovo progetto esecutivo” che ammonta a poco più di 13 milioni. A fine 2021 la giunta nomina un “Collegio consultivo tecnico”. Il parere Anac del febbraio 2022 “boccia” gran parte delle modalità con cui è stato affidato l’appalto alla ditta Rialto costruzioni spa. A fine agosto 2022 il Comune “risolve” il contratto con la Rialto.
COS’ERA PREVISTO
L’area oggetto dell’intervento è di 95.604 metri quadrati. Erano previsti un teatro cilindrico ispirato al Globe Theatre di Londra, un parcheggio interrato su due livelli per 13.000 metri quadrati circa e un edificio a funzione direzionale (uffici o altro) di 1.000 metri quadrati.

