Piazza Duomo, no dei vip al parcheggio sotterraneo

Sottoscritto un documento da prestigiosi uomini di cultura di caratura mondiale «Appello per L’Aquila» chiede al Comune il ritiro immediato del progetto

L’AQUILA. Uno dei più noti storici dell'arte italiani, Salvatore Settis, a fianco a responsabili di prestigiose istituzioni internazionali come Antonio Natali direttore degli Uffizi, Michel Laclotte, ex direttore del museo del Louvre, Keith Christiansen del Metropolitan Museum di New York, decine di professori di Università italiane, europee, statunitensi e, ovviamente, di quella aquilana, alcuni dei padri dell'urbanistica in Italia, Edoardo Salzano e Pier Luigi Cervellati oltre a Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale. Sono tra i primi firmatari della raccolta promossa da «Appello per L'Aquila» per scongiurare la realizzazione di quello che chiamano «Lo sciagurato progetto per il centro commerciale sotto piazza Duomo», lanciato nei giorni scorsi dal sindaco e che prevede anche parcheggi per i residenti e i clienti. L’opera verrebbe realizzatagrazie ad un imprenditore privato pronto a sborsare 36 milioni in circa un anno di lavori. Tutta la piazza dovrebbe essere scavata fino a 15 metri di profondità per realizzare due piani interrati e vie di accesso a partire dalle strade limitrofe (via XX settembre). «Da sempre siamo convinti che L'Aquila sia un bene comune e un patrimonio per tutto il Paese, per questo nei giorni scorsi abbiamo sollecitato urbanisti e storici dell'arte italiani ed europei a sottoscrivere un appello contro lo scempio di Piazza Duomo» spiegano i rappresentanti di Appello per L'Aquila. »La risposta è stata eccezionale, oltre le nostre più rosee previsioni. Tante le firme raccolte che vanno da chi della nostra città si è sempre occupato profeticamente e purtroppo mai ascoltato, Salvatore Settis, Vezio De Lucia, Tomaso Montanari, ai responsabili di prestigiose istituzioni internazionali. Tanti di loro saranno all'Aquila il 5 maggio per un incontro pubblico, segno che le scelte per la ricostruzione della nostra città debbono essere partecipate in primo luogo dalla popolazione coinvolgendo tutti i saperi nazionali e internazionali per non confinare il complesso dibattito solo al ristretto ambito locale». Il documento realizzato dal movimento spiega il dissenso sul progetto: «Appare come l’ennesima negazione di una corretta ricostruzione del centro storico, sia dal punto di vista storico-culturale, sia per la sua rivitalizzazione», vi è scritto. «È indice di una gestione della città che fin dall’inizio ha rifiutato una visione d’insieme e si è invece adagiata in una posizione inerziale, disponibile a ogni sorta di proposte avanzate da chicchessia. Presentato come il futuro salotto buono, il centro commerciale in piazza Duomo è in verità la negazione stessa dell’urbanità, esso degrada a “non- luogo” la piazza una volta più rappresentativa, e a rampe di accesso, le sue strade più preziose. L’Aquila si merita di essere più di un salotto commerciale di lusso scavato sotto un centro monumentale in rovina. Pertanto, i sottoscritti chiedono il ritiro del progetto».

Michela Corridore

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