Piazza Garibaldi chiusa alle auto: l’assessore frena dopo le proteste

D’Andrea: solo ipotesi, la scelta ufficiale sarà fatta col potenziamento del parcheggio di Santa Chiara Il consigliere di opposizione Masci insiste per un confronto in aula e con le associazioni di categoria
SULMONA. L’assessore Attilio D’Andrea frena sulla riorganizzazione della zona a traffico limitato e sulla chiusura di piazza Garibaldi alle auto. Dopo l’entrata in vigore dei nuovi orari della ztl, l’assessore alla Viabilità aveva ipotizzato una possibile revisione della circolazione con chiusura alle auto della piazza. L’idea, che già nei mesi scorsi si era fatta largo, non è però piaciuta ai rappresentanti delle associazioni di categoria, che hanno criticato fortemente l’assenza di un confronto e soprattutto di un progetto concreto in un periodo difficile come quello che stanno vivendo aziende e famiglie a causa del caro energia.
«Partiamo dal fatto che ho già avuto modo di incontrare diverse volte i rappresentanti delle associazioni di categoria», commenta l’assessore D’Andrea, «e non capisco tutto questo livore nel dire che non c’è stato mai un confronto con l’amministrazione comunale e con il sottoscritto. Non abbiamo chiesto l’incontro perché ancora non c’è nulla di ufficiale ancora, e quindi sarebbe inutile avviare una discussione senza una base sulla quale confrontarsi. Tutte le decisioni in merito alla viabilità verranno prese solo quando il parcheggio di Santa Chiara sarà attivo h24, e quindi non prima del prossimo anno, quando verrà fatta una nuova gara e ci saranno delle novità che riguardano prima di tutto gli orari, come più volte abbiamo detto. Fino a quel giorno sono tutte ipotesi: quindi di cosa dobbiamo parlare con le associazioni di categoria?».
L’idea del Comune è quella di dare lustro al centro della città rivedendo anche la zona a traffico limitato e inserendo, eventualmente, altre aree da chiudere alle auto. Per il momento, però, D’Andrea ha spiegato che si tratta solo di un’ipotesi legata anche alla riorganizzazione del parcheggio Santa Chiara che, con i suoi 440 posti, rappresenta un valido sostegno alla chiusura delle strade, e può essere d’aiuto per la buona riuscita della ztl sia per i residenti sia per i turisti.
«Sulla eventuale chiusura di piazza Garibaldi bisogna ripensare tutta l’area, magari dando la possibilità ai locali di organizzarsi con eventi e musica dal vivo, alle varie realtà della città di fare iniziative e di rivitalizzare la piazza», ribadisce l’assessore, «ma di tutto ciò discuteremo quando ci sarà la possibilità di chiudere la piazza e quindi di ripensare il tutto. Prima non ha proprio senso perché non c’è nulla di concreto. Quando ci saranno delle iniziative da valutare sarà nostro interesse chiamarli e insieme discutere delle eventualità».
Secondo il consigliere comunale di opposizione, Vittorio Masci, serve invece un confronto prima con il consiglio comunale e poi con le organizzazioni di categoria, che rappresentano le realtà commerciali della città, per qualsiasi decisione riguardi la zona a traffico limitato. «Avevamo fatto un documento come gruppo consiliare sul punto, perché crediamo che in questa fase sia fondamentale il dialogo», afferma il consigliere Masci, «in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo anche chiudere per un’ora una piazza può rappresentare un danno per un operatore. A queste cose bisogna pensare perché sono fondamentali per i negozianti e per il futuro della nostra città».
Masci suggerisce all’amministrazione del sindaco Gianfranco Di Piero, e in particolare all’assessore alla Viabilità D’Andrea, di temporeggiare per il momento e soprattutto di capire quali sono le reali esigenze del centro città e di chi lo popola. «Non è questo il momento di prendere decisioni importanti per il futuro del centro storico di Sulmona», conclude Masci, «consiglio per il momento all’amministrazione comunale di soprassedere perché la chiusura anche di una sola strada del centro è da studiare bene. Ritengo che quello sulla chiusura di piazza Garibaldi sia un annuncio precipitoso da parte dell’assessore. Ci andrei molto cauto e chiederei un confronto con il consiglio e con le associazioni di categoria».

