«Piazza mercato disastro di altri»

23 Maggio 2021

Bianchini replica a Taddei: progetto discutibile, punti il dito contro l’ex sindaco

AVEZZANO. «Piazza del Mercato è un disastro ereditato». Così Maurizio Bianchini, responsabile della segreteria politica dell’amministrazione Di Pangrazio, replica al consigliere forzista Goffredo Taddei.
«La prossima settimana l’impresa, già diffidata per i ritardi, ha assicurato la ripresa dei lavori per riaprire velocemente la piazza», prosegue Bianchini, «senza la copertura che sarà montata in una fase successiva. Se Taddei vuole contestare i lavori e i ritardi, dovrebbe puntare il dito contro l’ex sindaco. Per il resto ci scusiamo con commercianti e cittadini per ritardi non imputabili all’amministrazione odierna, ma a quella precedente che ha messo in cantiere un progetto discutibile. Rispetto al progetto iniziale dell’amministrazione De Angelis, di cui il consigliere Goffredo Taddei ha raccolto il testimone», spiega Bianchini, «sono state necessarie ben due varianti mirate a correggere gli errori iniziali a partire dalle quote di piano: all’inizio erano previsti 4 gradini e il muretto di contenimento lato via del Mercato, mentre ora la nuova piazza del Mercato è in piano. Senza dimenticare lo scempio ambientale visto che il progetto con le piante in ferro ha decretato la morte dei platani secolari che ornavano e abbellivano la piazza tagliati nonostante una mezza rivolta popolare», affonda Bianchini, «per non parlare del problema della copertura in vetro a un’altezza di 9 metri, per circa 800 metri quadrati, bisognosa di una pulizia settimanale onerosa per le casse dell’Ente, ma senza previsione di spesa in bilancio. Anche in questo caso la nuova amministrazione è stata costretta a rivedere la copertura optando per una lamiera microforata a diverse forature il cui ombreggiamento sarà simile a quello del fogliame». Modifiche che hanno allungato i tempi dei lavori. «Va da sé che i ritardi sono legati alle criticità iniziali e non a chi ha ereditato un progetto discutibile e poco compreso dalla cittadinanza», conclude Bianchini, «che il nuovo governo cittadino sta portando a compimento in nome della continuità amministrativa pur non condividendo la filosofia dell’opera». (f.d.m.)