Piazza Regina Margherita: le proposte di Italia Nostra

L’AQUILA. La Sezione “Carlo Tobia” di Italia Nostra appoggia l’appello di Archeoclub e sostiene la raccolta di firme online. L’annuncio è del presidente Paolo Muzi. «Un’appropriata e veramente...
L’AQUILA. La Sezione “Carlo Tobia” di Italia Nostra appoggia l’appello di Archeoclub e sostiene la raccolta di firme online. L’annuncio è del presidente Paolo Muzi. «Un’appropriata e veramente meritoria riqualificazione deve compiutamente considerare tale spazio urbano, uno dei poli centrali della vita cittadina in quest’ultimo decennio post-sisma, per i suoi pregevoli valori intrinseci e non per agevolare pur legittimi interessi settoriali. È da valutare ed esaltare il dialogo tra gli elementi caratterizzanti la piazza e ormai ampiamente storicizzati. Le architetture degli edifici che contornano e delimitano la piazza sono tutte ottocentesche, tranne quella all’inizio di via dei Sali. Ottocentesca è la fontana del Nettuno (che il cartello indica erroneamente come “Fontana del Tritone”) la cui facciata di sfondo è stata realizzata nel 1881 con il reimpiego delle pietre bianche e rosate della demolita chiesa di San Francesco a Palazzo. L’area verde dell’aiuola al centro della piazza è da oltre mezzo secolo in felice dialogo col fondale in pietra della fontana e persino con la tonalità della statua del Nettuno. È questo a nostro avviso l’elemento da salvaguardare e riqualificare prioritariamente, a differenza dell’intervento prospettato che annienta lo spazio verde riducendolo a marginale accessorio della prevista e dominante pavimentazione “modernizzante”. A integrazione delle condivisibili richieste dell’Archeoclub si propone di mantenere integra l’area verde, di liberare l’aiuola dagli ingombranti arbusti al centro, che impediscono la visuale sulla fontana dal Corso e di abbassare il livello del prato. In tal modo si potrà ripristinare un’adeguata veduta sulla fontana, analoga a quella sulla basilica di Collemaggio, in cui la facciata in pietra policroma è esaltata dallo spazio verde antistante. Si auspica che Comune, Fondazione Carispaq e Soprintendenza valutino e accolgano le proposte».

