Piazze e parchi invasi dalla gente Biondi e i medici: responsabilità

Vigilia della ripartenza con aree pubbliche affollate: non sempre mantenute le distanze di sicurezza Appello congiunto del sindaco e dei primari dell’ospedale: «Il rispetto delle regole è fondamentale»
L’AQUILA. Gelato e caffè d’asporto in piazza Duomo. Cani, e padroni, sull’erba verde del prato di Collemaggio. E diuturne partite di pallone al Parco del Sole. Dove i ragazzi – soprattutto i maschi – si mostrano allergici alla mascherina. E non girano certamente col metro da sarto in tasca. Così, tra una trasgressione e l’altra, gli aquilani esorcizzano le paure alla vigilia del “tana libera tutti”. A centinaia affollano le aree verdi, in certi casi ancora non pienamente fruibili come ad esempio per i giochi dei bimbi al Parco del Sole, rimasti infiocchettati col nastro bianco e rosso della polizia municipale. Non un grosso ostacolo, tuttavia, allo scavalcamento.
L’APPELLO. In vista della fine delle misure di contenimento e dell’allentamento delle restrizioni, il sindaco Pierluigi Biondi lancia un appello alla responsabilità e alla consapevolezza nei confronti della comunità. Il documento è condiviso e sottoscritto da primari e dirigenti medici dei reparti dell’ospedale maggiormente sollecitati dall’emergenza sanitaria. Si tratta di Gino Bianchi, direttore del servizio 118; Paolo Carducci, primario facente funzioni del reparto di Pneumologia; Alessandro Grimaldi, primario di Malattie infettive; Franco Marinangeli, primario di Rianimazione; Domenico Pompei, direttore del Dipartimento Prevenzione Asl; Luigi Valenti, direttore del Pronto soccorso.
SALUTE E LIBERTÀ. «La Fase 2», si legge nell’appello, «ha in sé il valore del primo e fondamentale passo verso il ritorno alla quotidianità, seppure messa a dura prova dall’aggressività irrazionale e di difficile interpretazione del Covid-19. Gli aquilani sanno bene cosa significa il prima e il dopo di un evento devastante. Fase 2 non significa non dover più rispettare le misure di distanziamento sociale che, comunque, sono state riviste attraverso specifiche opportunità di socializzazione controllata e, soprattutto, attraverso la ripresa delle attività economiche e produttive, filtrate da altrettante regole. Non possiamo consentire che il virus, dopo aver ucciso le persone, uccida l’economia, la cultura, le città, le comunità. La Fase 2 va affrontata con determinazione, fiducia e disciplina. Non ci salveranno i tamponi, non ci salverà la buona sorte, ma il senso di responsabilità e il rispetto delle regole, precondizioni e condizioni per poter tornare alle nostre esistenze prima della pandemia. Ci vorranno ancora molta pazienza e molto impegno per sconfiggere il virus. Seppur stanchi, riprendiamoci la nostra vita, in sicurezza e con intelligenza».
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