Picchia architetto, 6 mesi al costruttore

7 Marzo 2019

Cipriani (che respinge le accuse) giudicato colpevole di lesioni per aver aggredito l’altro professionista dopo una lite

L’AQUILA. Finisce con una condanna a sei mesi di reclusione una lite, poi sfociata in un’aggressione, tra due noti e affermati professionisti aquilani.
Si tratta dell’imprenditore edile Stefano Cipriani, il quale è stato condannato per lesioni ai danni dell’architetto Antonio Pietro Pecilli. A Cipriani sono stati inflitti sei mesi di reclusione (doppi benefìci di legge) a fronte di una richiesta di condanna più bassa fatta dal pm.
Il giudice onorario del tribunale, Angelo Caporale, lo ha condannato anche al risarcimento dei danni da stabilirsi in separata sede.
Il processo, definito lunedì scorso, parte da una denuncia presentata da Pecilli. Il quale ha affermato che era sua intenzione ripristinare un pezzo di marciapiedi della sua abitazione che, a suo dire, era stato «ammalorato» da lavori eseguiti da Cipriani. E, si trovava, per l’appunto, lì davanti. Dopo alcuni minuti sarebbe giunto sul posto Cipriani il quale gli avrebbe intimato di allontanarsi. Ne è seguita un’accesa conversazione scaturita in una colluttazione al termine della quale l’architetto, dopo avere ricevuto una testata sul volto, è finito a terra.
Al di là della dinamica della colluttazione, e delle responsabilità, le conseguenze sono state pesanti, visto che il professionista ha riportato dei traumi facciali di una certa gravità, e altre lesioni comunque compatibili con la colluttazione. Il primo referto prevedeva ferite guaribili in 25 giorni, ma la degenza è stata molto più lunga.
Nel corso del processo l’imprenditore si è difeso dicendo che le pesanti lesioni sarebbero state causate non dalla testata, ma dalla caduta a terra. Un testimone, dipendente dell’imputato, ha sostenuto questa versione nel dibattimento ma, evidentemente, non ha convinto il giudice e nemmeno la rappresentante della pubblica accusa. I fatti si riferiscono a 4 anni fa e il processo è andato avanti lentamente in quanto gli atti erano finiti casualmente all’interno di un altro fascicolo. Quello pendente al giudice di pace, dove Cipriani ha denunciato Pecilli che deve rispondere in giudizio per percosse, reato più lieve. Poi il fascicolo è stato ripescato e il processo è andato a definizione.
Nel corso delle udienze la parte civile è stata assistita dai legali Stefano Purificati del Foro di Pescara e Fabrizio Silvani del Foro di Teramo. L’imprenditore è assistito dall’avvocato aquilano Antonello Carbonara, pronto a ricorrere in appello.
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