Picchia e umilia moglie e figli Condannato a 4 anni e otto mesi

22 Dicembre 2021

Decisione del giudice Billi al termine del processo con giudizio abbreviato, la difesa ricorre in Appello L’uomo (58 anni) dopo aver scontato sei mesi di carcere attualmente si trova agli arresti domiciliari

L’AQUILA. Pugni. Minacce di morte. Epiteti irripetibili. Offese e botte anche ai figli, uno dei quali minorenne. Richieste continue di soldi per giocare alle slot machine. Per questo calvario, subìto da una donna aquilana, il marito, il 58enne G.B. (vengono riportate le sole iniziali per la superiore tutela della vittima del reato, un minore) è stato condannato ieri mattina dal giudice del tribunale dell’Aquila Marco Billi alla pena di 4 anni e otto mesi di reclusione.
la sentenza
La sentenza è stata pronunciata ieri mattina, a palazzo di giustizia, al termine del procedimento con giudizio abbreviato, chiesto nei termini dall’avvocato difensore dell’imputato, Massimo Costantini, dopo che la Procura della Repubblica aveva avanzato la richiesta di giudizio immediato vista l’evidenza delle accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate, violenza privata e minaccia, e la concomitante misura cautelare del carcere. All’epoca dei fatti, dopo la denuncia della donna, che aveva chiesto aiuto dapprima a un’amica e poi ai carabinieri, trovando rifugio in una struttura protetta, l’uomo era stato arrestato e condotto nel carcere di San Donato di Pescara dove è rimasto rinchiuso per sei mesi. Ora il 58enne si trova agli arresti domiciliari. Il suo avvocato difensore interporrà appello rispetto alla sentenza di primo grado.
le vessazioni
L’uomo è stato condannato per una serie di episodi risalenti alla scorsa estate, che il pm, nel corso della sua requisitoria, ha definito come «un regime di vita dolorosamente vessatorio, di intollerabile molestia e oltremodo penoso». In una circostanza l’uomo si è scagliato anche contro il figlio minorenne, colpendolo con una bottiglia di vetro sulla testa. Anche la madre, intervenuta per salvare il figlio, era stata fatta oggetto di un’analoga aggressione.
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