Picchia e violenta la ex, alla sbarra

26 Gennaio 2018

Un 56enne dovrà rispondere in un altro processo anche del reato di stalking

SULMONA. Dopo un periodo di fidanzamento lo aveva lasciato perché aveva capito che non era lui l’uomo della sua vita. Ma A.M., un sulmonese di 56 anni, non ha voluto accettare la decisione della donna tanto da continuare a perseguitarla fino a malmenarla e a chiuderla in casa per abusare di lei. Episodi che hanno fatto finire l’uomo sotto processo con l’accusa di lesioni aggravate, violenza privata e violenza sessuale. L’altro giorno la donna, una 40enne di Sulmona in una drammatica udienza, assistita dall’avvocato Alessandro Tucci, ha raccontato al giudice tutti i maltrattamenti subiti e i momenti di paura vissuti durante il periodo in cui l’uomo la perseguitava ossessionato dalla gelosia, pedinandola tutti i giorni perché convinto che l’avesse lasciato per un altro. «Non potevo più uscire di casa perché avevo paura che potesse aggredirmi di nuovo. Per me», ha detto la donna, «era diventato un vero e proprio incubo». I fatti fanno riferimento al novembre del 2014 quando l’imputato, che nel processo è difeso dall’avvocato Giovanni Mastrogiovanni, si presentò a casa della sua ex e dopo averle sottratto il cellulare e le chiavi dell’auto per non permetterle di allontanarsi e poter chiedere aiuto, avrebbe cercato di abusare di lei. Momenti di terrore che la donna è riuscita a superare grazie alla sua ferma resistenza tanto che il suo ex nel cercare di portare a termine le sue intenzioni le avrebbe procurato un trauma contusivo al polso e al naso ed escoriazioni al viso e in varie parti del corpo. A quell’episodio ne sarebbero seguiti altri e il 56enne, sempre secondo le accuse, avrebbe continuato a vessarla in ogni occasione continuando a perseguitarla con telefonate minacciose e con continue richieste di tornare insieme a lui. Per questi ulteriori episodi l’uomo è stato già rinviato a giudizio con l’accusa di stalking, con la prima udienza fissata a marzo. Il processo attuale, dopo la drammatica testimonianza della 40enne, è stato rinviato al prossimo 24 aprile con l’avvio della discussione finale e la successiva sentenza. (c.l.)
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