Picchiato e rapinato da tre criminali

25 Marzo 2015

Il gioielliere Iacovitti sorpreso per strada e costretto a rientrare in casa. Tre anni fa sventò una rapina nel suo negozio

AVEZZANO. Aggredito per strada da tre uomini incappucciati, viene trascinato in casa, picchiato, legato e rapinato. Sembra la scena di un film ma è quello che è accaduto a Guido Iacovitti, 53enne gioielliere di Avezzano. Il suo è uno storico negozio della città e si trova su via Benedetto Croce. Iacovitti è stato trasportato in ospedale, dove gli sono stati applicati dei punti di sutura in testa. Erano da poco passate le 20 e come spesso fa di sera, il gioielliere era uscito per fare una passeggiata con il suo cane. Non lontano dalla sua abitazione si è imbattuto in tre persone, incappucciate, che l’hanno trascinato a forza fino a casa. Una volta dentro, due di loro lo hanno bloccato mentre un terzo bandito ha messo a soqquadro tutta l’abitazione a caccia di preziosi, oro e qualsiasi cosa di valore. Il tutto è durato una manciata di minuti. Iacovitti ha provato a reagire, ma non è riuscito a divincolarsi dalla presa dei suoi aggressori. Per impedire che si liberasse è stato anche colpito alla testa con un pugno. I malviventi sono riusciti a impossessarsi di denaro in contante – la cifra è ancora da quantificare – di orologi, un cellulare e altri oggetti. Prima di lasciare la casa i rapinatori si sono assicurati che il gioielliere non potesse chiedere subito aiuto. Lo hanno immobilizzato e l’hanno costretto a sedersi su una sedia. Poi lo hanno legato con un lungo cavo elettrico, utilizzato in casa come prolunga. I tre balordi sono poi fuggiti facendo perdere le proprie tracce. Piano piano Iacovitti, abilmente, è riuscito a liberarsi della prolunga e ha lanciato l’allarme chiamando il 112. Sul posto sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avezzano. Il gioielliere era molto scosso ma da subito ha cercato di collaborare per cercare di far acciuffare i rapinatori. Ormai però era troppo tardi perché questi avevano già fatto perdere le loro tracce. Secondo quanto raccontato alle forze dell’ordine i tre durante la rapina parlavano tra di loro e l’accento era romeno. Il gioielliere di Avezzano, il 7 marzo del 2012, era riuscito a sventare una rapina e ad avvertire la polizia. Nel frattempo, nonostante la minaccia delle armi,. con le sue urla riuscì a mettere in i due rapinatori, costretti a lasciare a terra la refurtiva. (m.t.)

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