Piccinini: “Fare Centro” sta dando risultati blandi

24 Maggio 2018

L’assessore al Commercio ha incontrato in Regione Lolli e le associazioni: «Va studiato un altro tipo di bando, molti che hanno partecipato rinunciano»

L'AQUILA. Un milione di euro di finanziamenti sbloccati. 235 domande pervenute per la linea A, riservata al rientro in centro di attività già presenti prima del sisma del 2009: di queste, 150 dichiarate idonee. 527 le domande di finanziamento per la linea B, destinata alle imprese che hanno aperto in centro dopo il sisma o che intendono farlo. 401 quelle ritenute idonee. Numeri e cifre riepilogati, ieri, dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, in un incontro con il Comune e le associazioni di categoria, per fare il punto sugli effetti del bando Fare Centro.
«Un confronto costruttivo», lo ha definito l'assessore alle attività produttive del comune dell'Aquila, Alessandro Piccinini, «ma che sta dando risultati blandi. È emersa la necessità di modificare questo strumento, anche per dare una diversificazione delle categorie merceologiche rispetto al proliferare di bar, pub, attività di ristorazione». Una riflessione in linea con quanto evidenziato dalla Confcommercio. «Per il futuro», afferma Piccinini, «si può immaginare un bando mirato al rientro dei negozi storici o, nello specifico, all'artigianato. Ristretto a determinate categorie».
Ipotesi che il tavolo di concertazione prenderà in esame, per favorire e accompagnare il difficile processo di rinascita del centro. Molti titolari di attività commerciali e artigianali, che hanno fatto richiesta di finanziamento, hanno deciso di mollare: non riapriranno. Le motivazioni vanno ricercate nei problemi che caratterizzano la difficile convivenza, in centro, tra cantieri, lavori dei sottoservizi, strade che aprono e chiudono, carenza di parcheggi: tutto quanto, più volte, evidenziato dagli stessi commercianti che hanno rialzato la saracinesca. «L'amministrazione comunale sta lavorando su più fronti», assicura Piccinini, «anche se gli aspetti da prendere in considerazione sono complessi perché mutevoli: non essendoci dei piani di ricostruzione, abbiamo ogni mese la sorpresa dell'apertura di nuovi cantieri. Con gli assessori Carla Mannetti e Luigi D’Eramo stiamo lavorando proprio per affrontare questi aspetti». Piccinini ammette: “Anch'io ho qualche perplessità e comprendo appieno la situazione dei commercianti. Chiunque decida di investire dei soldi per riportare le attività in centro, deve sapere come evolverà la situazione in futuro. Deve essere a conoscenza della disponibilità di parcheggi e servizi, sapere quali zone sono pedonalizzate, le strade chiuse e quelle interessate dal passaggio dei sottoservizi».
Un puzzle difficile da gestire, anche per il Comune.
Di questo passo, però, la “rinascita” del centro storico diventa sempre più una chimera.(m.p.)
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