Piccoli centri a rischio spopolamento

28 Dicembre 2018

L’AQUILA. La disaffezione per il proprio paese e il graduale spopolamento dei Comuni del cratere sismico sono il destino che accomuna tanti borghi nell'Aquilano. Eccetto pochi casi di ricostruzione...

L’AQUILA. La disaffezione per il proprio paese e il graduale spopolamento dei Comuni del cratere sismico sono il destino che accomuna tanti borghi nell'Aquilano. Eccetto pochi casi di ricostruzione virtuosa, tra i ricorsi al Tar, le liti per la scelta delle ditte per ristrutturare lo stesso consorzio e i ritardi dei progettisti nella consegna delle integrazioni per l'avvio dei progetti, la ricostruzione è una chimera. Poche gru a Poggio Picenze, diventato il paese simbolo delle criticità del post-sisma; non va meglio a Ocre e a Tione degli Abruzzi, mentre a San Demetrio ne' Vestini anche per effetto dei commissariamenti negli ultimi mesi qualcosa si muove. Dopo l'impasse determinato dalle dimissioni del titolare per l'Usrc, Raniero Fabrizi, la nomina del dirigente che lo sostituisce Giovanni Francesco Lucarelli sta permettendo in queste settimane una boccata di ossigeno, con la firma dei mandati per il trasferimento dei fondi ai Comuni. Ricostruzione ferma sull'altro versante, quello dell'Alta Valle dell'Aterno, dove non si ricostruisce a Cagnano Amiterno, a Barete, a Pizzoli, a Capitignano, a Montereale e a Campotosto, stretti nella morsa della sovrapposizione delle norme del doppio cratere, quello del 2009 e quello del 2016/2017, un problema per il quale un gruppo di donne ha organizzato una protesta per esortare il governo a non abbandonare i territori. (m.g.)
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