Piccone e Santilli a Roma dopo l’esilio da Celano

14 Marzo 2021

Solo il giudice può autorizzarli a tornare, resta l’accusa su più capi d’imputazione Il presidente del consiglio: «Soddisfazione per le scarcerazioni, sindaco onesto»

CELANO. Si trovano nelle loro rispettive abitazioni di Roma il sindaco di Celano, Settimio Santilli, e l’ex vice e già parlamentare, Filippo Piccone, arrestati insieme ad altre 6 persone – tra dirigenti tecnici e imprenditori – il 22 febbraio scorso nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti al Comune di Celano. Piccone ieri è stato sottoposto a degli accertamenti medici al policlinico romano Agostino Gemelli. Il Tribunale del riesame dell’Aquila ha sostituito la misura degli arresti per Piccone e dei domiciliari per Santilli con il divieto di dimora nel Comune di Celano dove non potranno «accedere senza autorizzazione del giudice». Il provvedimento emesso dal giudice Alessandra Ilari (Giovanni Spagnoli e Nicola Guasconi al latere) ha annullato nei confronti di Piccone l’ordinanza impugnata per 8 capi d’accusa e ha riformato l’ordinanza riguardo alle restanti imputazioni con la misura del divieto di dimora nel comune di Celano. Stessa misura restrittiva applicata per il primo cittadino che attualmente è sospeso dal ruolo di sindaco ma, non essendosi dimesso, è ancora in carica. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, su richiesta del pm Lara Seccacini, titolare dell’indagine sugli appalti, aveva disposto per i due accusati la custodia cautelare in carcere e ai domiciliari e aveva respinto la richiesta di revoca dei provvedimenti.
La decisione del Riesame, pur avendo attenuato le misure restrittive, di fatto inibisce la possibilità del sindaco di continuare a gestire la cosa pubblica ed è finalizzata evidentemente a impedire la possibilità di inquinamento delle prove o la reiterazione del reato. Le motivazioni che hanno spinto i giudici del tribunale dell’Aquila ad allontanare il sindaco Santilli e l’ex amministratore Piccone dal Comune di Celano saranno rese note nel giro di 45 giorni.
Intanto, il presidente del consiglio comunale, Silvia Morelli, sulla decisione del Tribunale del riesame esprime «soddisfazione» perché «il provvedimento annulla 4 capi d’imputazione a favore del sindaco Settimio Santilli, a dimostrazione della sua onestà intellettuale e politica».
I reati a carico dell’indagato permangono, ma sono le misure restrittiva ed esso connesse che decadono.
«Pur consapevole che la situazione giudiziaria non si risolverà nell’immediato, vista la misura cautelare alternativa del divieto di dimora nel comune di Celano», continua il presidente Morelli, «con serenità posso confermare la mia contentezza circa il lavoro svolto dalla magistratura che, con meticolosità, ha riesaminato il provvedimento. Rinnovo la mia vicinanza al sindaco Santilli con l’augurio di poter presto tornare ad amministrare la nostra città sotto la sua guida preziosa. Esprimo inoltre contentezza e soddisfazione per la scarcerazione dell’ex consigliere Filippo Piccone, al quale va la mia più sincera solidarietà».
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