Pietraquaria, “preghiera” da Di Pangrazio
L’ex sindaco chiede l’intervento di De Angelis per fare chiarezza sul futuro del santuario e dei frati
AVEZZANO. Fedeli disorientati dalle notizie contrastanti sul futuro del santuario della Madonna di Pietraquaria, o per meglio dire, dei frati cappuccini, da 140 anni alla guida spirituale di quel luogo del cuore degli avezzanesi e non solo: centinaia e centinaia di persone che, per fede, sport, oppure per diletto, ogni giorno raggiungono il monte Salviano e la chiesa della Santa protettrice di Avezzano. Ora, però, si discute sulla sorte dei frati, sulla quale aleggia il “mistero” visto che secondo il bollettino ufficiale dei francescani della provincia dell’Aquila il 30 settembre dovranno essere riconsegnate le chiavi del santuario alla diocesi di Avezzano, mentre per il rettore padre Elio Orante D’Agostino, e il priore della Confraternita della Madonna di Pietraquaria, Giuseppe Di Giovanbattista, la cosa non è affatto proponibile. Così, per calmare gli animi, l’ex sindaco, Gianni Di Pangrazio, sollecita un intervento del suo successore, Gabriele De Angelis, «affinché si faccia subito chiarezza sul futuro dei frati e del santuario della Madonna di Pietraquaria. Vista la delicatezza del caso e il coinvolgimento dei tantissimi devoti della Madonna di Pietraquaria, patrona di Avezzano», afferma Di Pangrazio, «nel massimo rispetto e senza voler interferire nelle decisioni delle autorità religiose coinvolte, ritengo urgente un incontro dell’intera amministrazione con le parti interessate per fare chiarezza sulla questione che investe direttamente la nostra comunità. Il dibattito molto acceso che si è sviluppato sulla vicenda certifica senza alcun dubbio la necessità di rompere gli indugi, anche per non inasprire ulteriormente gli animi dei fedeli». La tensione, infatti, è già alta, mentre il fuoco e gli intrighi, sembrano covare sotto la cenere. Emblematico il pensiero espresso dal priore della Confraternita, Di Giovanbattista, sceso decisamente in campo per difendere la permanenza dei frati cappuccini e del rettore, padre Orante, oltre la data fatidica del 30 settembre pubblicata sul bollettino ufficiale:«Il 4 ottobre, giorno della festa di San Francesco», ha scandito, «festeggeremo anche le malelingue. Padre Galasso mi ha assicurato che farà del tutto per trovare dei frati da inviare al santuario». (m.s.)
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