Pignatelli: «Troppo allarmismo» E l’hotel sfida l’ordinanza e riapre

L’AQUILA. «Una decisione un po’ avventata». Secondo l’amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso Dino Pignatelli, «prima di emettere un provvedimento di interdizione della viabilità e...
L’AQUILA. «Una decisione un po’ avventata». Secondo l’amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso Dino Pignatelli, «prima di emettere un provvedimento di interdizione della viabilità e addirittura di chiusura delle strutture ricettive, andrebbe fatto un monitoraggio del percorso delle valanghe. Andrebbe cioè utilizzata la moderna tecnologia di cui si dispone in questo settore. Non bastano verifiche “a vista”, come mi pare sia stato fatto nella zona di Fonte Cerreto». L’ordinanza antivalanga del sindaco Pierluigi Biondi, con cui è stata decisa la chiusura temporanea di un tratto della strada statale 17 bis e lo sgombero dell’albergo Nido dell’Aquila, insieme ad alcune abitazioni che si trovano dopo la ex casa cantoniera, continua a far discutere. Pignatelli, che è anche esperto di valanghe e ha seguito corsi di formazione in Svizzera, ritiene che il fenomeno valanghivo vada affrontato in maniera diversa e più «scientifica», pensando anche a un sistema di prevenzione: «Da quello che ho potuto vedere», spiega, «non ci sono accumuli di neve tali da giustificare un provvedimento del genere. Comunque, esistono strumentazioni e controlli specifici, dai più semplici, come l’installazione di segnali e paline, fino alla vera e propria tecnologia, per arrivare a conclusioni suffragate dai dati».
L’allarme valanghe, inoltre, rischia di avere ripercussioni negative anche sulla stazione sciistica di Campo Imperatore: «Questa notizia», sottolinea Pignatelli, «ha creato uno stato di allarmismo che coinvolge tutto il Gran Sasso, compresa la stazione sciistica, e che, evocando tragedie come quella di Rigopiano, penalizza il nostro territorio».
Intanto il titolare dell’hotel Nido dell’Aquila Roberto Bellassai, sta sfidando l’ordinanza del sindaco: intervistato dal Tg3 regionale, ha ammesso che la struttura, nonostante l’ordine di sgombero, è aperta e che alcuni clienti, che avevano prenotato il soggiorno, ieri mattina hanno raggiunto l’albergo in auto. «Noi dobbiamo lavorare. Vogliamo far finire il turismo sul Gran Sasso? Se è così, che ce lo dicano chiaramente», è il commento di Bellassai.
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