Pinacoteche e siti archeologici, porte aperte Il 6 visite gratuite in tutte le strutture statali

4 Novembre 2022

L’AQUILA. Nuovo appuntamento con la domenica al museo. Anche il prossimo 6 novembre si rinnova, infatti, l’iniziativa che consente l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali ogni...

L’AQUILA. Nuovo appuntamento con la domenica al museo. Anche il prossimo 6 novembre si rinnova, infatti, l’iniziativa che consente l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali ogni prima domenica del mese. Protagonista la cultura in tutto il Paese, con le visite nei diversi siti che si svolgeranno negli orari ordinari di apertura. In particolare per la città dell’Aquila saranno visitabili il museo nazionale d’Abruzzo (Munda) nella sede adiacente alla monumentale fontana delle 99 Cannelle, la chiesa di San Pietro ad oratorium (Capestrano), a pochi passi dal fiume Tirino, il teatro e l’anfiteatro romani di Amiternum. Il teatro, di cui rimangono la parte inferiore della cavea, orchestra e scena, fu costruito in età augustea e ospitava circa 2.000 spettatori. L’anfiteatro, di cui restano le 48 arcate su due piani che ne delimitano il perimetro, fu realizzato verso la metà del I secolo dopo Cristo e poteva contenere fino a 6.000 spettatori. Nell’area marsicana resteranno aperti a Massa d’Albe l’area archeologica di Alba Fucens, antica colonia latina fondata dai Romani nel 303 avanti Cristo, e la chiesa di San Pietro ad Albe risalente alla metà del VI secolo dopo Cristo, quando il tempio romano di Apollo, del III secolo avanti Cristo, fu convertito in chiesa; a Celano, sarà visitabile il castello Piccolomini (nato come fortezza militare alla fine del XIV secolo, per volontà del conte Pietro Berardi), con la collezione Torlonia e il museo d’arte sacra della Marsica. Resterà infine aperta l’abbazia di Santo spirito al Morrone (Sulmona), per secoli il più importante e celebre insediamento della congregazione dei Celestini nonché il fulcro della vita culturale, religiosa e civile di un vasto territorio. Le origini dell’abbazia sono legate, infatti, alla figura di Pietro Angelerio, monaco benedettino, eremita, fondatore dell’ordine dei Celestini e Papa con il nome di Celestino V, le cui spoglie vengono conservate nella basilica di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila. (m.c.)
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