Pineta di Tagliacozzo, gioiello dimenticato dal Comune

TAGLIACOZZO. Si immagini il visitatore che, affacciandosi, dopo aver varcato porta dei Marsi, su piazza dell’Obelisco, sollevi lo sguardo verso la Croce che sovrasta il costone roccioso da cui...
TAGLIACOZZO. Si immagini il visitatore che, affacciandosi, dopo aver varcato porta dei Marsi, su piazza dell’Obelisco, sollevi lo sguardo verso la Croce che sovrasta il costone roccioso da cui risorge l’Imele e non veda più la sottostante pineta, che fa da cornice a Tagliacozzo e che in passato, al pari dei monumenti, ha reso la città un centro turistico tra più ambiti d’Abruzzo. Senza la pineta, Tagliacozzo perderebbe gran parte del fascino che l’ha resa famosa. L’ospite rimarrebbe incantato dall’armonia architettonica della piazza, ritenuta tra le più belle d’Italia, ma verrebbe privato della bellezza di un paesaggio che nella Marsica non ha eguali. Negli ultimi decenni del secolo scorso, questo pericolo, purtroppo, lo si è corso. La pineta, improvvisamente, venne aggredita dai parassiti (la processionaria), ma grazie all’intervento della Forestale, poté essere salvata. Per la fortuna di Tagliacozzo, che, oltre a usufruire di uno straordinario polmone verde, può offrire alle migliaia di turisti, che d’estate l’affollano, la possibilità di immergersi in un mare di verde. Altre località turistiche farebbero carte false per avere questa opportunità. Tagliacozzo, invece, anziché valorizzare questa straordinaria risorsa, sembra non curarsene. La pineta, infatti, è diventata inaccessibile. Nel 2000, Comunità montana e Wwf, per la gioia degli escursionisti, realizzarono dei sentieri attrezzati. Negli ultimi anni, però, la manutenzione è venuta via via a mancare e i sentieri sono diventati impercorribili. Qualcuno ci ha provato a inoltrarvisi, ma ha dovuto desistere. Rimane praticabile solo il sentiero che porta alla risorgenza dell’Imele. Ma un tratto di tale strada è a rischio. Per far passare i tralicci dell’alta tensione, sono stati abbattuti centinaia di pini. Il terreno, in forte pendio, è così soggetto a smottamenti e alla caduta di massi, che potrebbero investire i passanti. Per garantire la loro incolumità, occorre che il Comune metta in sicurezza quel tratto di strada. Inoltre, senza ulteriori indugi, si provveda a ripulire tutti i sentieri, compreso quello che collega la risorgenza dell’Imele con Tagliacozzo Alta. In un paio giorni, il problema verrebbe risolto. Così quanti volessero (e sono tanti) andare in pineta a fare jogging e respirare aria pura a pieni polmoni, possono farlo tranquillamente. È così che si promuove il turismo.
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