Piscina, monumento allo spreco

3 Dicembre 2017

La struttura, rimasta incompiuta, versa in stato di abbandono

PRATOLA PELIGNA. Di finanziamenti ne ha assorbiti tanti, ma non ha mai aperto i battenti. Si tratta della piscina comunale di via Raiano, da anni in stato di abbandono, che rappresenta un’altra occasione sciupata per Pratola Peligna. La struttura, destinata sulla carta – così come il complesso in località Spinelle – a diventare un punto di riferimento per gli sportivi del centro peligno e dei paesi limitrofi, resta invece una cattedrale nel deserto. Un monumento all’incuria “frequentato” solo da animali selvatici. Una situazione a cui la precedente amministrazione comunale aveva cercato di porre rimedio bonificando l’area e inserendo la struttura nell’elenco degli immobili comunali da alienare per 1,5 milioni. Al momento però, la piscina, non ha attirato l’interesse di nessuno, dato che anche la sua realizzazione presenta della anomalie.
In particolare, il tetto troppo alto e le enormi vetrate rendono insostenibile il costo per il riscaldamento.
Per la struttura, rimasta incompiuta, erano stati spesi all’epoca due miliardi di vecchie lire. Anche negli anni scorsi alcuni imprenditori avrebbero voluto rilevare la piscina per ritirarla a lucido e occuparsi poi della gestione. Una scelta che, molto probabilmente, faceva perno non solo sulla centralità della struttura, facilmente raggiungibile da tutti i paesi del comprensorio, ma anche sulla vicina presenza dello stadio Ricci e degli altri impianti sportivi sorti nell’area. L’accordo, però, non andò a buon fine a causa di alcune richieste forse troppo esose da parte degli imprenditori. Da allora e con la successiva crisi economica, le attenzioni per la piscina sono venute sempre meno. Con il risultato, per il Comune, di avere una struttura inutilizzabile e in completo stato di abbandono. (f.c.)
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