Piscina Verdeaqua, Comune bocciato dal Tar

27 Gennaio 2017

Sospesa la delibera con la quale è stato prorogato l’affidamento della struttura per 35 anni

L’AQUILA. La “guerra” tra associazioni per la gestione del complesso sportivo Verdeaqua si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. Il Tar Abruzzo, infatti, ha sospeso la delibera con la quale il Comune dell’Aquila ha rinnovato per 35 anni l’affidamento del complesso sportivo alla società cooperativa Verdeaqua Smile. A presentare ricorso erano state l’Associazione sportiva dilettantistica 99 Sport L'Aquila e la Asd Junior Tennis, entrambe rappresentate dagli avvocati Silvia Catalucci, Marta Di Massimo e Maria Teresa Di Rocco. Le due società, in particolare, chiedevano l’annullamento della delibera di Consiglio comunale numero 66 adottata lo scorso agosto, relativa alla gestione del complesso sportivo di Santa Barbara, nelle parti in cui stabiliva la “proroga della fidejussione, integrazione della convenzione fra il comune e la Verdeaqua Smile, e modifica delle tariffe e orari”. I giudici del Tar (Antonio Amicuzzi, presidente, Paola Anna Gemma Di Cesare, primo referendario,Lucia Gizzi, estensore), nel corso della camera di consiglio del 25 gennaio scorso, hanno ritenuto fondata la domanda cautelare alla luce della normativa europea in materia di contratti pubblici. In particolare, i giudici hanno citato il principio attuativo di un vincolo comunitario discendente dal Trattato europeo sui contratti pubblici, che è estensibile anche alle concessioni di servizi e beni. «I principi comunitari consolidati in materia contrattuale non impediscono la proroga o il rinnovo dei contratti pubblici», si legge nell’ordinanza, «allorché tale facoltà, oltre ad essere prevista ab origine negli atti di gara, venga esercitata per un tempo predeterminato e limitato».

Il Comune dell’Aquila, al contrario, fanno notare i giudici, ha rinnovato «la gestione del complesso sportivo per un periodo di ben 35 anni».

Per questo motivo la prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per l'Abruzzo ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso la delibera nel mirino delle due associazioni concorrenti. Il Tar ha fissato a gennaio del 2018 la discussione nel merito del ricorso.

Il Comune e la società Verdeaqua sono stati condannati in solido al pagamento delle spese della fase cautelare, stabilite in 1.200 euro.

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