Pista ciclabile, subito i lavori per non perdere il finanziamento

Il progetto prevede un percorso di 1.500 metri e collegherà i punti strategici del centro cittadino Il sindaco: «Non vogliamo stravolgere nulla e siamo pronti a correggere il tiro se sarà necessario»
AVEZZANO. Corsa contro il tempo dell'amministrazione per “dare corpo” alla pista ciclabile in centro in tempi record. Vietato nicchiare: si perdono i fondi. Entro fine agosto, infatti, l'operazione nel segno della mobilità sostenibile a “impatto morbido” destinata a rivoluzionare il modello di fruizione delle strade, passando dal dominio incontrastato delle auto a un modello incentrato sulla condivisione degli spazi con le due ruote, sarà realtà. Archiviata la fase del confronto, dove l'amministrazione ha ricevuto l'ok delle associazioni ambientaliste e dei ciclisti, ora è in fase di partenza la gara d'appalto aperta, per un importo di 310mila. Il cantiere dovrebbe aprire i battenti entro fine luglio. La nuova pista ciclabile collegherà i punti nevralgici della città. Il percorso di circa 1.500 metri -che sarà collegato con la pista realizzata dal sindaco Floris attraverso il sottopasso del piazzale Kennedy e un nuovo pezzo in programma- nascerà sull'asse Piazza Torlonia, via Roma, via Marruvio, via Marconi, via Mazzini, via Corradini (un pezzo), Corso della Libertà, Piazza del Mercato. «Il progetto altamente innovativo», ha affermato il sindaco, Gabriele De Angelis, nell'incontro con le associazioni, «ha l'ambizione di cambiare la città, senza stravolgere nulla, poiché non prevede interventi strutturali inamovibili. In centro, nella fabbrica del commercio, ci sono 3.600 posti di lavoro, per questo seguiremo l'evoluzione pronti a correggere il tiro. Se non dovesse funzionare, si può tornare indietro, ma siamo sicuri che non servirà». Musica per le orecchie delle associazioni favorevoli all'idea progettuale dell'Università la Sapienza, cofinanziato dall'Ateneo, il Ministero e il Comune. Leit motiv ricorrente della riunione, comunque, è stato il discorso sicurezza, in particolare la necessità di campagne di sensibilizzazione degli automobilisti. «Sono stato investito 3 volte», ha ricordato Adelmo Di Salvatore, «oltre alle piste occorre educare i cittadini al rispetto dei ciclisti e dello spazio bene comune». Piste ciclabili ok, ma lungo strade sicure, ha ricordato, Lucia Coco, (Comitato mobilità sostenibile), «da mamma vorrei poter mandare mia figlia a scuola senza il rischio di finire nelle buche». Pier Giorgio Basile, preside della Collodi Marini, coinvolto nel progetto di educazione alla sicurezza stradale, ha messo altra carne sul fuoco: piste ciclabili che collegano tutte le scuole della città. Ambientalisti e ciclisti, quindi, promuovono la pista in centro. Il progetto, ovviamente, è destinato a creare un impatto forte rispetto alle vecchie abitudini, in primis dei commercianti, perlopiù contrari a cambiamenti.
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