Piste da sci aperte da oggi ma solo per gli sportivi

Gli impianti della stazione sciistica di Ovindoli fermi per i turisti fino al 7 gennaio Bartolotti: «Sono autorizzati soltanto gli atleti, noi aspettiamo la zona gialla»
OVINDOLI. Si punta tutto sul 7 gennaio, quando gli impianti saranno pronti ad accogliere i turisti. A Ovindoli c’è un metro di neve ottima e le piste della stazione sciistica tra i punti di riferimento del Centro Italia avrebbero potuto funzionare già da diversi giorni. A cristallizzare la situazione quest’anno è “solo” l’emergenza sanitaria.
Lo scorso anno c’era poca neve e le alte temperature hanno condizionato negativamente la stagione sciistica, che ha fatto fatica a decollare. Stavolta invece è tutta un’altra storia. Di neve ce n’è in abbondanza, le temperature sono ottimali, il tempo è buono. Ma è vietato sciare. Non per i professionisti però. Oggi gli impianti di Monte Magnola riaprono per gli atleti. Che da soli non possono far ripartire l’economia. «Quello che stiamo vivendo è un momento difficile e complesso per tutti», afferma il patron della stazione sciistica Giancarlo Bartolotti, «anche per noi prendere delle decisioni lungimiranti è piuttosto impegnativo. Abbiamo due impianti aperti per il canalone e la Montefreddo. C’è oltre un metro di neve bellissima, si scia benissimo. Se non ci fosse il Covid potremmo aprire tutti gli impianti di Monte Magnola. Purtroppo dobbiamo arrivare con la mente al 7 gennaio e attendere i nuovi provvedimenti. Nel frattempo, in attesa di quella data, ospiteremo gli atleti agonisti». L’unica possibilità prevista dal decreto è l'apertura per gli atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. «In questo momento», spiega Bartolotti, «è a loro che vogliamo rivolgere il nostro sguardo e le nostre attenzioni, sostenendo la loro passione e il loro impegno agonistico che da marzo dell’anno scorso è stato bruscamente interrotto. Ripartiremo con loro, con la voglia di guardare avanti, aspettando il 7 gennaio. L’apertura della stazione allo sport agonistico sarà una piccola ripartenza per suggellare ancora di più la condivisione di scelte costruite nel tempo».
Lo stop forzato però influenza anche l’indotto che ruota attorno al mondo della montagna. «Un patrimonio enorme, un bene collettivo che viene penalizzato», osserva Bartolotti, «ci sono oltre 400 persone senza lavoro. È un danno per l’economia del territorio abruzzese e soprattutto marsicano. Appena possibile rimetteremo dentro quel personale in attesa che qualcosa si muova. Se riuscissimo a passare alla zona gialla sarebbe un passo avanti».
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