Piste da sci in pieno Parco Freno degli ambientalisti

23 Gennaio 2019

OVINDOLI. Il mega progetto di nuovi impianti sciistici «minaccia le zone del Parco Sirente Velino tutelate dall’Unione europea». A lanciare l’allarme è l’associazione Appennino Ecosistema che ha...

OVINDOLI. Il mega progetto di nuovi impianti sciistici «minaccia le zone del Parco Sirente Velino tutelate dall’Unione europea». A lanciare l’allarme è l’associazione Appennino Ecosistema che ha inviato alla Regione delle osservazioni sulla Valutazione di incidenza ambientale.
Sono state presentate riguardo ai quattro impianti con otto nuove piste che dovrebbero essere realizzati nella zona della Magnola, ampliando così verso nord-ovest il comprensorio sciistico di Ovindoli, «in Zona A di riserva integrale del Parco, a pochi chilometri dai confini della riserva naturale Monte Velino” e nella Rete natura 2000 dell’Unione europea».
«La realizzazione del progetto da 13 milioni di euro», aggiungono dall’associazione, «distruggerebbe o comprometterebbe gravemente lo stato di conservazione di una superficie pari a circa 20 ettari, dove sono presenti numerose specie e almeno cinque habitat di alta quota protetti dalla Direttiva Habitat. Tra le specie, la rarissima vipera dell’Orsini, la coturnice, l’aquila reale e il grifone. Tra gli habitat, uno è considerato prioritario dalla stessa direttiva Ue». Secondo l’associazione, «sebbene tale habitat sarebbe completamente distrutto per una superficie di soli 2,4 ettari, si trova in stato di conservazione inadeguato e in peggioramento in tutta la penisola e sulle Alpi in stato cattivo. Ogni sua perdita è pertanto da considerarsi inaccettabile».
Per autorizzare la realizzazione del progetto, secondo l’associazione, possono essere addotte soltanto «considerazioni connesse alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica o anche altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico». Situazioni che per Appennino Ecosistema sono chiaramente al di fuori delle motivazioni del progetto in questione. L’assunto secondo il quale le opere previste comporterebbero la perdita di meno dell’1% della superficie degli habitat protetti in rapporto all’intera area dei siti di interesse comunitario, è criticato da Appennino Ecosistema in quanto non considera le superfici degli stessi habitat già perse a causa di altri precedenti interventi, come quelli attuati in passato nella zona sciistica esistente della Magnola.
Appennino Ecosistema chiede infine che siano fornite, a corredo dello Studio di incidenza ambientale, le carte della vegetazione e degli habitat, «in modo da poter valutare la reale incidenza delle opere punto per punto e la possibilità di un loro spostamento per eliminarne o ridurne l’incidenza sugli habitat».
Appennino Ecosistema, nel caso di approvazione del progetto senza modifiche significative, ipotizza «la violazione di numerose normative poste direttamente a tutela delle aree protette a livello europeo e regionale-nazionale». (p.g.)
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