Pistola puntata su un bambino Quattro anni ai due banditi

12 Aprile 2018

Avevano seminato il terrore in città: contestate rapine in bar, tabaccheria e farmacia comunale Sentenza con rito abbreviato. Il pm Savelli aveva chiesto una condanna a otto anni e 10 mesi

AVEZZANO. Avevano seminato il terrore ad Avezzano, mettendo a segno rapine in serie fra ottobre e dicembre 2016. Come quella col bambino minacciato dalla pistola, con la nonna che cercava di proteggerlo. Oppure il colpo nel bar dove la cassiera piangeva rannicchiata dietro al bancone. E i lunghi minuti di paura nella farmacia comunale assaltata. Santo Felughi, detto il Siciliano, e Mario Morelli sono stati condannati a quattro anni di reclusione e a multe di 3mila euro ciascuno. La sentenza con rito abbreviato è arrivata ieri. Le motivazioni, attese fra 90 giorni, chiariranno le responsabilità dei singoli imputati. Il pm Roberto Savelli aveva chiesto condanne a 8 anni e 10 mesi. I due erano assistiti dagli avvocati Raffaele Mezzoni e Vincenzo Retico. Secondo le accuse i due usavano la «forza dell’intimidazione conseguente all’uso delle armi» e avevano una spiccata «personalità criminale», visto che il «crimine sembra rappresentare lo strumento ordinario attraverso il quale gli indagati traggono fonti di sostentamento e di facile guadagno con grave pregiudizio non solo per il patrimonio oggetto di aggressione, ma anche per l’incolumità delle persone coinvolte». A Felughi e a Morelli sono state contestate le rapine al bar “Flat river” in via delle Olimpiadi (zona stadio dei Pini), alla farmacia comunale in via De Cervantes e alla tabaccheria “L’angolo di via America”. I due erano stati arrestati al termine di un’operazione della squadra anticrimine del commissariato di polizia. L’inchiesta si è basata su una serie di elementi raccolti dagli agenti: immagini delle telecamere, abiti indossati dai banditi, testimonianze. Per la vicenda erano indagate altre tre persone che avevano ostacolato il controllo di un’auto, dopo la rapina di dicembre 2016 nella tabaccheria, circondando con fare minaccioso gli agenti di polizia.
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