Pizzoli, boom di residenti: più imprese e nuove case

26 Marzo 2011

Sfollati aquilani nei 169 Map, il Comune punta in alto: "Ora il centro di fisioterapia e il servizio prelievi"

PIZZOLI. Quota seimila. Non è una vetta del Nepal ma il numero di abitanti che Pizzoli spera di raggiungere presto. Già, perché il paese dei 169 Map con dentro tanti sfollati aquilani pensa, sì, al suo piano di ricostruzione ma anche ad allargare i servizi per i nuovi residenti. Nelle strade c'è traffico, è giorno di fiera. L'altra faccia del terremoto. Il paese è diventato un quartiere della città.


Ne vanno fieri il sindaco Angela D'Andrea e il vicesindaco Giovannino Anastasio che sugli aquilani ospitati nei moduli abitativi provvisori del suo Comune ha litigato con Cialente. Oggi che il collega aquilano è alle prese con altri problemi, gli amministratori pizzolani pensano a come far restare, cessata l'emergenza, almeno una buona parte di quegli aquilani rimasti senza casa e che hanno deciso di spostarsi a Pizzoli. «Non è vero che li abbiamo attirati noi», dicono all'unisono, parlando sulle panchine davanti al Comune.

«I Map sono stati realizzati in base alle esigenze al momento del censimento. Nell'arco di 10 mesi il quadro è mutato e le case disponibili sono state utilizzate per dare alloggio ai cittadini che avevano perso casa, aquilani compresi», dice Anastasio. «Siamo stati ben lieti di dare una mano all'Aquila. Meglio a 12 chilometri dal capoluogo che sulla costa, o no? Molte persone, poi, hanno scelto di venire qui anche in affitto. A Pizzoli ci sono 1200 edifici inagibili, tra i quali anche 400 case E. Attualmente non ci sono molte altre soluzioni abitative disponibili, anche se il nostro Comune concede 5 permessi a costruire al mese, per nuovi edifici, oltre ad aver concesso 45 lotti ad aziende della zona artigianale. Inoltre, la popolazione era in aumento anche prima del terremoto, alla media di 60-70 persone in più all'anno».

«La presenza dei nuovi residenti», aggiunge il sindaco D'Andrea, «aumenta il nostro impegno per garantire i servizi necessari, a partire dalla raccolta differenziata porta a porta. Per il trasporto delle persone anziane da e per i Map ci siamo impegnati coi bus navetta delle coop. Sui servizi sanitari stiamo per aprire il centro di fisioterapia in accordo con l'Asl e in collaborazione con la Croce rossa. Serve anche un centro per i prelievi fisso e non una volta a settimana. Sui nostri poliambulatori gravitano 10mila utenti».

L'aumento della popolazione ha incrementato la fila anche al centro di ascolto della Caritas parrocchiale dove lavorano tre volontarie. «Volontarie a tempo pieno», conferma il giovane parroco don Claudio Tracanna. «Infatti è praticamente raddoppiato il numero di persone che si rivolge al centro di ascolto. I problemi sono tanti, è vero, ma ci sono elementi di positività nell'integrazione tra la comunità dei pizzolani, degli aquilani e degli stranieri».

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