Pizzoli rivuole i reperti
Il sindaco Anastasio: «Trovati grazie agli scavi dei privati»
PIZZOLI. «No al vincolo nell’area artigianale di Pizzoli». Lo afferma il sindaco Giovannino Anastasio, che replica, così, alle affermazioni di Giovanni Cialone, esponente di Italia Nostra che sul Centro aveva proposto la tutela della zona oggetto di recentissimi ritrovamenti archeologici.
«Il rappresentante di Italia Nostra ha chiesto che l’area venga vincolata e vengano resi impossibili nuovi interventi di urbanizzazione. L’amministrazione di Pizzoli rivendica con orgoglio la scelta di aver realizzato l’area artigianale comunale e di lavorare per la sua valorizzazione».
Il sindaco, poi, ripercorre la storia della zona artigianale. «L’area venne individuata con il Prg, adottato il 30 dicembre 2004, dopo una conferenza dei servizi a cui parteciparono tutti gli enti e le autorità. In quell’occasione la Sovrintendenza non eccepì nulla, né in merito al valore archeologico dell’area né, in generale, sulla congruità dell’intervento. L’area artigianale è stata dunque realizzata, sono stati definiti i lotti da affidare alle imprese e oggi registriamo 72 lotti di cui 20 edificati, e altri 20 circa già assegnati e da edificare».
Quanto alla presenza di reperti di interesse archeologico, Anastasio spiega la posizione della sua amministrazione. «Da diversi anni i terreni dell’area riportano alla luce preziosi reperti, come testimonia il Museo archeologico nazionale d’Abruzzo, ma è vero pure che tali rinvenimenti non ci sarebbero se non ci fosse l’area artigianale. Infatti, i reperti di cui si parla sono stati scoperti grazie agli scavi finanziati dagli imprenditori privati assegnatari dei lotti. È utile sottolineare, infatti, che l’imprenditore, prima di edificare la struttura sul lotto, è obbligato per legge a effettuare la “verifica preventiva dell'interesse archeologico”, sotto la vigilanza della Soprintendenza . Il ritrovamento dei reperti nei terreni di Pizzoli è dovuta alle attività di scavo sostenute dagli imprenditori privati che hanno investito sull'area. Se non ci fosse stata l'area artigianale, dunque, forse i reperti sarebbero rimasti sepolti per sempre».
Il sindaco, che vuole riportare a Pizzoli tutti i reperti che vi sono stati trovati, apre a una collaborazione. «Dal primo intervento edilizio e fino a oggi l’amministrazione, grazie a una buona collaborazione con la Soprintendenza, è riuscita a conciliare l'edificazione di nuovi impianti, indispensabili per la crescita economica e occupazionale della comunità, con la salvaguardia e la valorizzazione dei ritrovamenti archeologici, che costituiscono una ricchezza di tutta la comunità». Infine, dice no al vincolo. «Quale vantaggio riceverebbe la comunità locale (e non solo) da un vincolo che bloccherebbe le attività imprenditoriali e, con esse, le stesse operazioni di ricerca e valorizzazione di patrimoni del passato?».(e.n.)

